di Pietro Perelli

Cosa fare i primi di giugno? Forse è un po’ tardi per dirlo però non lo è per raccontarlo. Mentre molti ragazzi ferraresi interessati a teatro e arti sceniche si recavano a Pennabilli, un piccolo gruppo prendeva la macchina in direzione Pontelagoscuro per seguire da vicino il Totem Arti Festival 2017. Avrete sicuramente visto il volantino. Vi è dipinto un veliero che solca il mare cercando di superare le onde e la corrente avversa, un veliero che richiama le città di porto, crocevia di culture ed etnie come Ponte, al confine tra Emilia, Veneto e quelle Marche lontane ma così vicine grazie alla comunità che vi si è trasferita per lavorare.

È ormai il quinto anno che i ragazzi del Teatro Nucleo organizzano questa rassegna con la direzione artistica di Natasha Czertok e sono riusciti a creare un atmosfera familiare e partecipativa cercando di portare il teatro al pubblico e non – come di solito avviene – il pubblico a teatro. Hanno cercato di fare quello che Eugenio Barba nel manifesto sul Terzo Teatro descriveva come un tentativo di sperimentare “il teatro come un ponte – sempre minacciato – fra l’affermazione dei bisogni personali e l’esigenza di contagiare con essi la realtà che li circonda”. Tra il parco Salomoni e il Teatro Cortazar si sono così alternati spettacoli teatrali e musicali che hanno cercato di coinvolgere non solo un pubblico specializzato ma un pubblico di pontesani e ferraresi. Purtroppo non ci sono riusciti fino in fondo e la gente del luogo ha partecipato in massa solo durante gli esiti di laboratori in cui erano impegnati i propri figli.

Horacio Czertok / facce da Totem – #totemfestival2017 #totemfestivalday1 @teatronucleo

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Forse, ci stiamo dilungando troppo sul festival e non siamo ancora arrivati al punto. Infatti, i ragazzi di cui parlavo in principio non hanno partecipato al festival come artisti ma all’interno di uno dei laboratori previsti. Quello organizzato da Altre Velocità, una redazione intermittente che si occupa di arti sceniche cercando di creare uno spazio di relazione con la società. Uno scopo molto simile a quello che si prefiggono quei gruppi teatrali iscrivibili nel Terzo Teatro di cui il Teatro Nucleo fa parte. In questo laboratorio dal titolo “Giornalisti spettatori”, Lorenzo Donati e Alex Giuzio hanno fatto una proposta molto particolare partendo da una domanda semplice e probabilmente ampliabile ad altri campi giornalistici.

 “E se ci inventassimo il giornalismo di cui avvertiamo il bisogno? Altre Velocità apre una chiamata pubblica per un percorso sperimentale in campo critico e giornalistico, a contatto con Totem arti festival e i suoi appuntamenti quotidiani. Un invito a spettatori e spettatrici a prendere parte a un laboratorio per mettere a fuoco strumenti e possibilità del giornalismo partecipato: uno storytelling transmediale via social media per trasformare la visione dei singoli in narrazione collettiva.”

Natasha Czertok / facce da Totem – #totemfestival2017 #totemfestivalday1 @teatronucleo

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La proposta è quella di utilizzare i social media per raccontare il festival sfruttandoli in ambito giornalistico. Instagram, Twitter, YouTube e Medium i mezzi da utilizzare e malmenare insieme ad un gruppo di partecipanti che in buona parte ha scaricato le apposite app il giorno stesso dell’inizio del laboratorio.

Il risultato? Una narrazione sparsa e colorata, frutto di più idee, percorsi, elaborazioni digitali, video, foto e parole. La cronaca creativa di 4 giorni di festival è riassunta oltre che nelle pillole inserite in questo articolo nell’apposita pagina su Medium: https://medium.com/totem-arti-festival-2017

È divertente e al contempo strano vedere alcuni ragazzi cimentarsi in qualcosa di lontano dal loro quotidiano, qualcosa di mai utilizzato e, forse, mal sopportato. Probabilmente è proprio l’essere amatori del social a rendere più interessante l’esito di questo laboratorio e a mostrare come si possa fare molto con poco. Con un telefono cellulare (pardon, uno smartphone) e poco altro. Certo, a volte non manca un po’ di imbarazzo nell’utilizzare il tanto chiacchierato selfie o nell’intercettare persone a caso per farsi raccontare la loro storia. In realtà ci si rende conto che basta poco, un po’ di sfrontatezza iniziale e spesso l’intervistato si lascia andare.

Conta poco poi che le informazioni vengano riportate in un classico articolo di giornale oppure online tramite mezzi meno convenzionali ma sempre più centrali come i social, ciò che importa è l’uso che se ne fa. Siamo abituati a vedere Facebook e Twitter come strumenti dove circolano fake-news e tutta quella galassia grigia di notizie vere ma riportate con titoli eclatanti per ottenere qualche click in più. Forse non è sbagliato pensare invece ai social come mezzo per un racconto che non sia solo personale ma anche giornalistico, un racconto che vada oltre al selfie, alla foto del piatto che si sta per mangiare o al malcapitato gattino. Le potenzialità ci sono e sono evidenti, perché non sfruttarle non solo come veicolo ma come racconto vero e proprio, un racconto live con foto, suggestioni, analisi, interviste?

Humans of Pontelagoscuro, Vittoria: «Qualche anno fa a Torino ho conosciuto Arti Teatro, persone con le quali è nata una bella amicizia, un confronto umano e artistico. Mi ricordo di avere conosciuto per prima Veronica Ragusa in un incrocio casuale in bicicletta. Loro a un certo punto hanno incontrato il Teatro Nucleo e per me era giunto il momento di venirli a trovare qui, dunque sono partita. Questo è un periodo in cui parto abbastanza frequentemente. Diciamo che fa parte dei miei “viaggi di maggio”, cerco dei pezzettini di mondo che mi sono un po’ mancati, negli ultimi tempi a Torino sono stata molto ferma. Sono momenti di esplorazione e la dimensione aperta di questo festival mi incuriosisce. Del teatro forse non so nulla, la mia idea in merito è cambiata spesso. Ci sono inciampata in modo abbastanza casuale, nel teatro, prima nell’arte di strada e col circo, una dimensione di spettacoli di piazza popolari, poi ho avuto a che fare anche con contesti più istituzionali. Finché sono arrivata a questo maggio e alle sue partenze. Sono alla ricerca, il teatro può essere tante cose o può essere nulla, ho avuto a che fare con molto teatro “definito” ultimamente e le definizioni sono un problema». #humansofpontelagoscuro #totemfestival2017 #totemfestivalday3 @teatronucleo @savo_sofia @gabrieledragom @natashaczertok @lelemarcojanni @alexgiuzio @altrevelocita

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Leggi il racconto completo del laboratorio partecipato:
https://medium.com/totem-arti-festival-2017

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