10368991_474230622679405_579258410964141785_oUna serata speciale quella di venerdì 27 giugno (evento FBper fare festa in un luogo molto particolare come Spazio Grisù, l’ex-caserma dei VVFF al centro di una complessa opera di recupero negli ultimi mesi. Un evento che unisce tre mondi per un’insolita collaborazione, nel tentativo di organizzare qualcosa di nuovo e speciale: Secret Garden, l’evento estivo organizzato dal pub Il Molo proprio dentro il cortile di Grisù, Muzcal, progetto musicale dei dj Peedoo e Hendrix e il nostro magazine online che celebra idealmente un anno di attività con una festa aperta ai propri amici e lettori. L’idea è ricreare l’atmosfera che si ha a fine serata quando si chiede al dj ancora un pezzo prima di andare a casa, quando si spera in qualcosa di particolare che lasci il segno, quando ci si ritrova sudati e stanchi ma soddisfatti. Uno stile di vita per chi propone musica ogni giorno e spesso deve sottostare alle regole più rigide che luogo e persone impongono. Un tentativo di rottura degli schemi per proporre davvero senza limiti di genere la musica che più piace al dj, nel difficile tentativo di trasmettere emozioni e coinvolgere le persone presenti alla festa. Questo l’intento della serata, uno speciale set che fino ad oggi è stato allestito soltanto in due occasioni presso la Caffetteria il Castello e Palazzo Roverella. Incontriamo nel contesto informale dei tavoli del Secret Garden i due dj che hanno dato vita a questo progetto musicale, Peedoo e Hendrix, nonché Davide Franchini, più noto come Frank del Molo, che con il suo Secret Garden prova a portare un po’ di Inghilterra in questa piccola città di provincia.

LA MUSICA

Dj Hendrix, al secolo Andrea Zanot, nella vita è solo un dj o si occupa anche di altro?
Lavoro da Slam Jam, mi occupo di alcuni marchi di abbigliamento e di organizzazione eventi. Sono diventato dj da adolescente, senza occuparmi di un genere in particolare, figurati che ero più che altro affascinato dall’aspetto estetico, dalle copertine dei vinili a volte dall’aspetto curioso ed incomprensibile.

Che musica proponi?
La maggior parte della musica che metto è quella che scopro magari in rete o ascoltando nuovi dischi: puoi trovare brani degli anni Settanta che vale la pena recuperare ma anche pezzi rock o dance più attuali. In realtà quelli che alla fine puoi davvero suonare ad una festa sono solo una parte di quelli che ti piacciono e vorresti proporre.

Ti occupa molto tempo al punto da essere un secondo lavoro?
Per me significa tenere i rapporti con un certo tipo di persone anche più giovani di me… vado a eventi privati e serate speciali, feste in location particolari, non sono legato ad una discoteca precisa come può essere un dj tradizionale.

Marco Gallerani è per tutti Peedoo, con la musica invece ci lavora a tempo pieno e non solo per hobby.
Vivo di musica dal 1996, mi occupo di discografia, musica elettronica a 360°, ho lavorato per una casa discografica di Bologna e dal 2008 ho fondato la mia società di management che gestisce alcuni produttori oltre a due etichette. Poi faccio anche il dj, eh!

Foto di Giacomo Brini

Da quanto collaborate insieme?
Tutti conoscono i dj singolarmente, in effetti è difficile entrare in sintonia con altri e riuscire a lavorare insieme ma con Dj Hendrix si è creata una bella sintonia: lui è uno che gioca a rete, in attacco, io sono un più tradizionale pallettaro da fondo campo con un po’ di esperienza, siamo complementari direi!

Quando nasce il progetto Muzcal e in cosa consiste?
Hendrix: l’idea è quella di mettere su alcuni pezzi che di solito non puoi mai mettere. A volte la libertà del dj è limitata dall’ambiente, cerchi di capire le persone che hai intorno e il momento che stai vivendo. Alcuni pezzi suonerebbero strani in alcuni contesti e devi cercare di mediare un po’ per ottenere il meglio.
Peedoo: quando vai a sentire un dj c’è sempre il momento finale in cui si accendono le luci e si sta per chiudere, la gente urla “ONE MORE NEXT!”, vuole un ultimo pezzo prima di andare a casa ed è allora che spari un pezzo di un certo peso, un gran finale che arrivi a più persone possibili facendo andare a casa tutti con il sorriso.

E voi quale pezzo vorreste sentire alla fine di una serata?
Peedoo: mi viene in mente Love is in the air di John Paul Young… ho in testa questa adesso, magari se me lo chiedi domani cambia, eh!
Hendrix: Ti voglio di Ornella Vanoni! Bellissima.

Ma la gente poi balla davvero o è timida e fatica a lasciarsi coinvolgere?
Hendrix: è dura mantenere un equilibrio cercando di tenere la gente sul pezzo… dipende dall’atteggiamento delle persone, se ti ascolta e si lascia trasportare, altrimenti è impossibile coinvolgerli.
Peedoo: c’è chi balla solo pochi minuti quindi sparare due o tre dischi d’effetto per chiuderli dentro un groove particolare. In questo Hendrix è bravissimo!

E se arriva il rompipalle che chiede pezzi assurdi che non vorreste mettere?
Peedoo: se chiedono un genere magari cerchi di accontentarli, gli dici che tra un po’ magari ci arriviamo. Sul singolo brano è durissima riuscire ad accontentare qualcuno, bisogna trovare qualche scusa per svicolare, fare il vago… al limite dico di chiedere a Hendrix!

Dove si ascolta la musica del progetto Muzcal?
Peedoo: c’è solo un mixtape online per il resto la magia succede live alle feste… trovi molti progetti singoli di entrambi online ma non Muzcal, non vogliamo che il progetto abbia una vita sulla rete, quanto più nelle singole occasioni in cui la proponiamo come questo venerdì!

 

IL LUOGO

Frank, come nasce l’idea di creare il Secret Garden l’anno scorso e perché proprio a Spazio Grisù?
Il Secret Garden è nato come tentativo di fare un festival musicale dedicato alla sottocultura britannica che ci sta a cuore come pub Il Molo: punk, ska, mod, soul… proposti in un luogo simile alla Brick Lane londinese, degradato ma in via di recupero. Con il comune si è trovata questa suggestiva location così ci siamo tuffati nell’avventura. Sicuramente una sfida difficile: ci sono stati non pochi problemi a partire da un luogo all’epoca privo di agibilità per finire alla convivenza con gli abitanti spesso insofferenti alle serate live. A livello musicale proponiamo una scelta ben precisa attingendo dal mondo anglosassone: io scelgo i gruppi, alcuni li conosco personalmente o li ho scoperti a festival dove sono stato.

Dopo il successone della serata con gli Housemartins durante la prima edizione quale sarà il nome di punta quest’anno?
Erin K, che ha aperto le olimpiadi Londra. È diventata l’anti diva della scena folk, sarà un bel venerdì sera l’11 luglio. Nei weekend soffriamo un po’ la concomitanza di altri eventi ma è inevitabile… cerchiamo comunque di non pestarci i piedi a vicenda con altre realtà simili come Zuni o Reload.

In passato hai avuto altre esperienze di festival estivi con il Molo magari in location differenti?
Abbiamo organizzato il Molo “on the road”, serate alternative in concomitanza del Buskers Festival di agosto. Venne davvero un mare di gente a sentire i gruppi suonare fuori dal locale in via Contrari, infatti l’anno seguente ci hanno vietato di farla…

Sul piano delle birre c’è senz’altro una ricerca molto scrupolosa in quello che proponete, anche durante l’evento di venerdì?
Lavoriamo solo con il mondo anglosassone naturalmente, tre volte all’anno visitiamo birrifici in giro per l’Inghilterra per scoprire nuove realtà ed eventualmente proporle nel nostro locale. Nella serata di venerdì avremo eccezionalmente cinque spine di birra Brew Dog ad esempio, una birra diventata ormai un’icona.

Cos’ha di così leggendario il marchio Brew Dog nel panorama delle birre artigianali?
E’ nata nel 2007 da due soci e un cane… ecco perché si chiama così! Ha un’immagine aggressiva e molto curata e la sua Punk Ipa è una birra luppolata dal gusto molto giovane. Questo genere di birra nasce in India ai tempi in cui era ancora una colonia inglese ma era un po’ sparita dalla circolazione, senza dubbio Brew Dog ha contribuito a riportarla in auge, andando a cercare luppoli molto particolari. In Europa il più famoso è quello ceco, ma non ha tutto questo sapore. I più buoni sono quelli californiani o neozelandesi e la Punk nasce proprio dalla loro commistione. Dal 2007 è una delle birre che cresce di più come consumo, al Molo, dove l’abbiamo introdotta per primi in città, ne diamo via 12 fusti in un mese e il suo consumo continua a crescere.

Come si diventa un esperto di birra?
Si fa qualche corso, si studia un po’, per il resto ci vuole tanta passione e diverse visite in UK: siamo stati a Burton upon Trent che è il luogo ufficiale dove è nata la birra in Inghilterra per particolari caratteristiche geografiche. Personalmente avevo la passione per la perfida Albione ma non in particolare per la birra: ho vissuto a Brighton, dove c’è il famoso molo che dà il nome al nostro locale. Volevo ricreare lo stile di vita di questa città, creare un contenitore in perfetto stile british con musica, birre, calcio… Ho imparato tante cose viaggiando e vedendo altre realtà ho potuto riproporre alcune idee qui da noi.

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