Noemi, Maria Cristina, Afra, Wilman, in una polaroid del 1940 nella trattoria di Via Ragno
Provo a scriverlo su Facebook: il mio personale. No dai, faccio uso la pagina Facebook della Trattoria. No, la gente poi pensa che sia successo a mia madre sicuro. Allora dovrei scrivere qualche cosina in più di due righe striminzite o addirittura dovrei taggarle, ma ti pare? Non ci siamo, non è solo mia nonna, è la Noemi. Per chi un po’ conosce la storia di Ferrara è un pezzo del Piccolo Mondo Antico che se ne va.
Lei Noemi, perchè era la nona di tipo undici figli e lui Willman, che si legge villllman con almeno quattro elle ma sarebbe william… come tutti quei nomi dei soldati americani della Grande Guerra, che noi della bassa padana abbiamo opportunamente grezzato (vedi anche James che dai noi è letteralmente iamesss, Washington – quello che mi fa più ridere di tutti – cà l’è vasinton e via andare).

Comunque, lui e lei, Noemi Gavioli e Willman Borgazzi. Loro, che dalla bassa ferrarese si sono insediati in pieno centro cittadino nel lontano 1940 e ci hanno aperto una trattoria. 

Quei posti alla vecchia, dove la lunghezza del bancone del bar era più importante del numero di tavoli a disposizione, dove i capellacci venivano messi in bella mostra davanti alla vetrina in ingresso e da lì presi-cotti-serviti-mangiati, dove in bagno c’era la turca e la porta di quelle a soffietto, dove si andava per giocare a trionfo (gioco di carte, le nostre carte, quelle col Castello Estense disegnato dietro, tipo tresette ma col taglio) e a bere lo sguazzo (vino bianco fermo/frizzante allungato con acqua naturale/gasata, per chi pur vivendo qui non sapesse ancora cosa sia). Dove c’era un perlinato di plastica beige tutt’intorno alle pareti per almeno un metro e mezzo di altezza e un rigorosissimo Teomondo Scrofalo (vi ricordate Drive in?) appeso in bella mostra alla parete centrale, come ogni trattoria che si rispetti in questo paesone pieno di guazza e zanzare.
Quante cose in poche righe, quanta storia che hanno fatto e quanto magari nessuno adesso li conosce. Ma nella loro trattoria sono stati quelli che per primi hanno avuto la TV, quelli che il turismo l’hanno iniziato a vedere solo di striscio, quelli che gli avventori abituali erano persone del quartiere… Mi ricordo un tale omone coi capelli bianchi che lo chiamavano Il Biondo, uno dei tanti soggetti conosciuti per soprannomi o lavori, erano idoli per me bambina, alcuni erano anche matti ma buoni come una coppia di pane inzuppata nel caffelatte la mattina.
Io ho avuto il privilegio di vedere tutto ciò e mi onora perchè non sono solo miei parenti: per chi se li ricorda era forse più la loro di famiglia che la mia, era il loro Piccolo Mondo Antico. E oggi se ne va un altro piccolo grande pezzo di Ferrara.
Noemi, Maria Cristina, Afra, Wilman, in una polaroid del 1940 nella trattoria di Via Ragno

Noemi, Maria Cristina, Afra, Wilman, in una polaroid del 1940 nella trattoria di Via Ragno

10 Commenti

  1. la zia scrive:

    Emma, sei bravissima! Hai saputo dare un quadri dei nonni fantastico! Brava!

  2. Erica scrive:

    Il nostro ristorante preferito, da sempre. Un abbraccio.

    • Emma Ambrosone scrive:

      Grazie Erica,
      scrivo da figlia di figlie d’arte: Afra e Maria Cristina hanno la trattoria nel sangue e lavorano davvero con passione e amore…sennò i caplàz non verrebbero così bene!
      Un saluto,
      Emma

  3. paolo scrive:

    Anche la storia di tuo nonno William sarebbe da raccontare, l’ho sentita un pomeriggio che era passato dalla Galleria (del Carbone) , un bellissimo squarcio di storia d’Italia durante la IIa guerra mondiale intrecciata alla sua storia personale di giovane che guardava al futuro. Anche la nonna Noemi la salutavo, anche negli ultimi tempi, quando si affacciava dalla finestra.

    • Emma Ambrosone scrive:

      Paolo, secondo me tu avresti davvero tante storie e aneddoti della realtà ferrarese (e non) da raccontare e tramandare: un esempio è il libro di mio nonno…sono davvero poche le persone che sono a conoscenza di questa sua passione. Ne parleremo di fronte ai prossimi sguazzabarbuz in trattoria.
      Grazie e a presto,
      Emma

  4. Feliciano Callegari scrive:

    Cara Emma , basterebbe osservare la bottiglia di Cynar nello sfondo della fotografia, per farti notare che è impossibile che la data della foto coincida con il periodo da te indicato, il 1940…
    Il Cynar venne creato nel 1952 ,quindi 12 anni dopo lo scatto della polaroid…guardando la tua mamma, mia coetanea , credo che la foto sia da collocare nei primi anni 70.
    Ma questo non scalfisce minimamente il tuo bel racconto, che ha avuto la forza di rapirmi e rispedirmi in quei periodi,quando da ragazzo, la Trattoria dei tuoi nonni , la si poteva considerare la mia seconda casa .
    Quanti pomeriggi passati dentro la saletta biliardo, con lo zaino dello scuola buttato in un angolo,la sigaretta in una mano e l’altra in tasca per darmi un tono da persona vissuta, mentre il mio viso ancora adolescente, coperto per metà da un ciuffo impomatato, tradiva spudoratamente quel portamento.
    Ho respirato dentro quel luogo la vita ,scandita da mille suoni, odori ,passioni e speranze.
    Quando varcavo quella soglia era come partire per un lungo viaggio . Ho girato con la fantasia l’intero pianeta ,ho attraversato foreste consumando suole immaginarie,lasciandomi trasportare dai racconti degli avventori, personaggi incredibili che apparivano ai miei occhi come eroi di un mondo lontano. L’omone con i capelli bianchi ,soprannominato il biondo ,visse per un periodo della sua vita in Australia…quindi per noi era L’Australiano ( ci litigavamo per giocare a Bridge con lui) e mai siamo riusciti a vincere una partita, ma poco importava perdere al gioco quel caffè, dal momento che nei suoi occhi celesti intravedevamo canguri e desertiche distese dell’outback .
    E se quello era il prezzo da pagare , le carte erano solo un mezzo per indurci a sognare .
    Poi ricordo Domenico, Maurizio (diabolik), il mitico Charly (un metro e 50 di autentica esplosività) un paio di mogli e figli sparsi per il mondo…e mille… e mille storie ancora…
    Ricordo come se fosse oggi la pazienza di William e Noemi nei nostri confronti, ragazzi scalmanati con il fuoco nel cuore…mai una parola fuori posto, un gesto sgarbato, sempre governati dalla calma. .

    Vedi Emma, tu chiedi :A cosa pensi se dico Noemi?
    Penso alla mia gioventù ,ai baci rubati ,ai progetti di un domani che inesorabilmente ha divorato i miei giorni , alla musica, quella musica che può capire soltanto chi c’era, quella musica che vibrava nell’aria di noi ragazzi dai calzoni con le zampe di elefante, e le scarpe con le punte ….sai ,potrei scrivere per ore , ma non potresti capire… allora, ringraziandoti per la leggera carezza che hai saputo regalare al mio cuore , ti lascio con le colonne sonore di quei meravigliosi anni che non torneranno più , ma che ancora oggi riposano in quel rifugio ovattato dei miei ricordi…e che ogni tanto, “importunati “ da chi sa frugare gradevolmente nei sentimenti, riemergono con dolcezza …
    Dimenticavo …i tuoi nonni sono stati armoniosamente parte della vita di tanti ragazzi…vanne fiera.
    Un abbraccio …e ascolta ad occhi chiusi… forse capirai …:
    http://www.youtube.com/watch?v=MZ352-kAhr8

    http://www.youtube.com/watch?v=GXu6p92CP7A

    ciao ciao

    • Emma Ambrosone scrive:

      Ciao Feliciano,
      ringrazio anzitutto per le splendide parole con cui hai descritto il tuo percorso di vita che si è intrecciato con la trattoria dei miei nonni. La tua risposta è esattamente l’intento per cui ho scritto quest’articolo: trovare cioè qualcuno che ci fosse passato, ci avesse lavorato, vi avesse in un qualche modo o maniera vissuto in quel tempo oggi così lontano.
      Per la data hai effettivamente grande ragione, poichè in quell’anno mia madre non era ancora nata e tantomeno mia zia. Parlando con Afra (che ti saluta) siamo risaliti ad un possibile 1968-1970, proprio circa le indimenticabili colonne sonore di un’epoca (e che epoca) che mi hai postato.
      Grazie davvero per il viaggio nel tempo che ho solo potuto immaginare leggendo le tue parole dettagliate e curate.
      Un saluto,
      Emma

  5. Feliciano C. scrive:

    E se non dovesse bastare…:

    Dal cielo, a quei tempi, per noi ragazzi scendevano spesso gli Angeli…e si smarrivano.
    Mantieni sempre vivo il ricordo di quelle due care persone.
    ciao ciao

  6. Feliciano C. scrive:

    Un sincero grazie a Te,Emma .
    Non dimenticare l’unica vera regola della scrittura :
    “Lascia che i pensieri si succedano sotto la penna(nel tuo caso i tasti ) nello stesso ordine in cui i temi si sono presentati alla tua riflessione: così potranno rappresentare meglio i moti e il cammino della tua mente.” (D. Diderot)
    …Tutto il resto è contorno !
    P.S. noto con piacere che persegui il dettame.

    Tanti auguri di Serene Festività , a te e a tutti gli affetti più cari.
    Feliciano

  7. Elena scrive:

    Complimenti per il bell’articolo e la resa dell’atmosfera dell’epoca, molto azzeccata. Brava!

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