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Galleria del Carbone · 24 ottobre 2017 · ore 20.00

TREES – alberi

Dove

Galleria del Carbone
Vicolo del Carbone, 18/a, Ferrara

Quando

da 24 ottobre 2017 · ore 20.00

Info

Organizzatore:
Galleria del Carbone

Luca Zampini – TREES – Alberi –
Ferrara – Galleria del Carbone – 28 ottobre – 12 novembre 2017

Conoscere per amare e amare per conoscere

Conoscere non è solo un’attività mentale, non è cognizione. La conoscenza avviene anche e soprattutto attraverso le esperienze sensoriali, ma non solo,non avverrebbe vera conoscenza se non ci fosse anche il coinvolgimento emotivo. L’esperienza del conoscere, gli alberi nella fattispecie, non è solo cosa da botanico o da analista di laboratorio. Occorre entrare in relazione, proprio per amare, attività che comporta la disponibilità alla mutevolezza delle forme e della sostanza.
Chi decide di dedicare la propria attenzione all’albero, deve esserne attratto, ci deve essere già stato un innamoramento e questo avviene per indole, già dall’infanzia. Ci si dispone, come lo spettatore nel teatro di fronte ad un effettivo spettacolo, pronti a farsi coinvolgere fino a divenirne parte integrante, con il proprio respiro dentro il respiro dell’attore. La scena per la quale recita l’albero è incantevole: ‘lui’, sebbene sempre diverso, è ordinato in senso geometrico e matematico e al tempo stesso sorprendente per le capacità trasformistiche, si presenta con il “gioco matematicamente misurato dei rami che vanno moltiplicandosi ad ogni primavera di una mano, che si apre”. Così dice Le Corbusier, in Quando le cattedrali erano bianche, “gli alberi sono un tetto su di noi, tra la terra e il cielo” e pare, con questa frase, voler suggerire uno sguardo non consueto, non frontale, ma orientato verso l’alto, rimanendo ben sotto alle chiome.
Luca Zampini, si pone proprio con questo atteggiamento di rispetto, nella relazione con il soggetto delle sue rappresentazioni. La scena delle sue fotografie, vissuta da lontano o più da vicino, attorno e accanto, sotto e di fronte è spazio da percorrere, da vivere, da avvolgere. Solo in questo modo l’immagine che Luca ricrea, non rappresenterà l’apparenza dell’albero, ma la sua sostanza stessa. Ciò di cui si preoccupa Luca non è l’effetto estetico, ma l’idea della dedizione, il senso dell’abbraccio.
Degli alberi quindi riprende la forma, il volume, la sagoma, il portamento, la flessuosità addirittura, si potrebbe dire, le essenze olfattive. Non si tratta di foreste o boschi, frutteti o giardini, essi sono colti nella posa di individui isolati,fieri ed eroici nel loro mutevole stare. Con ciascuno di essi l’amorevole fotografo entra in un’empatia che si carica di affetto avvolgente, pieno di evocazioni, di memorie provocate dal profumo intenso caratteristico della specie, del clima e delle situazioni attraversate durante la loro lunga vita. Il gelso, il pino loricato, la farnia, l’ulivo e gli altri: sono monumenti, sculture.
Il fascino dell’albero e la sua ‘trascrizione’ in immagine, è stato il tema portante di tanti artisti, come Mondrian e CamilleCorot, solo per citarne un paio, quest’ultimo, con “Il colpo di vento” al MuséedesBeaux-arts de Reims,ha fatto realmente innamorare Luca Zampini e forse generato il suo interesseper questo soggetto.
Nelleopere esposte alla Galleria del Carbone si evidenzia come l’artista possa concorrere a formare e ricreare,in questo caso sulla superficie stampata, una nuova rarefatta tridimensione. L’abbraccio degli sguardi è rappresentato dalla sovrapposizione dei diversi scatti, effetti delle infinite trasformazioni nei possibili punti di vista, in una sola immagine. Dell’albero risulta un ritratto che diviene un’icona, un simbolo.
L’uomo si identifica con l’albero, si rispecchia in esso. Per contro l’albero si identifica con l’uomo, gli va incontro, lo guarda, lo conosce, lo interroga e lo rimprovera. Gli alberi di Luca Zampini si nascondono tra le loro proprie fronde e si espongono con i loro sguardi. In ambedue le versioni rappresentano vita, respirano, sopra e sotto il diaframma della terra.
Lucia Boni
Ferrara, ottobre 2017

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