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Teatro Cortazar · 9 marzo 2014 · ore 17.00

Spettacolo – Chenditrì: L’albero delle caramelle

Dove

Teatro Cortazar
Via Ricostruzione, 40, Pontelagoscuro, Ferrara

Quando

da 9 marzo 2014 · ore 17.00

Info

Organizzatore:
Obsoleta Teatro

Una produzione: Obsoleta Teatro/Progetto Ricicl.Arte.Fe

Con il sostegno di Teatro Nucleo/Teatro J. Cortàzar

In scena: Natasha Czertok, Greta Marzano, Martina Pagliucoli

Scenografie: Obsoleta Teatro con la preziosa partecipazione di Guerrino Guerra, Graziano Pavani e

Regia: Obsoleta Teatro

Drammaturgia: Greta Marzano

Musiche dal vivo: Enrico Scavo

Luci: Giulia Generali

Giulia Osti per le animazioni grafiche.

LO SPETTACOLO

Nel 2014, anno internazionale dell’agricoltura familiare, Obsoleta Teatro ha scelto di ragionare su

una tematica quotidiana che accomuna piccoli e grandi consumatori: il junk-food, ovvero il cibo-
spazzatura, interrogandosi su come questo possa influire sull’odierno mutamento delle risorse

agricole.

Intere culture rischiano di essere sommerse dal peso delle richieste energetiche e produttive

dell’industria e con loro le tradizioni agricole che le hanno caratterizzate per millenni.

Ad esempio, oggi in Mali il governo locale concede vasti appezzamenti alle industrie europee,

americane, cinesi, indiane e giapponesi, dove, al posto delle antiche colture di cereali e dei preziosi

alberi di karité, vengono imposte le piantagioni di canna da zucchero, jatropha, olio di palma.

Tutto ciò accade anche in Italia, dove vengono sottratti terreni agricoli alle coltivazioni autoctone

favorendo la produzione di bio-carburanti, ultima speculazione del mercato energetico e dei

trasporti.

Chenditrì favoleggia su uno degli ingredienti più amati dai piccoli presente in moltissimi alimenti di

largo consumo: lo zucchero che, nel gioco della messa in scena, si trasforma nella magica e

fascinosa Caramellina Langmann.

La forma e lo stile del racconto sono quelli della fiaba: le ombre, l’animazione grafica, le melodie del

contrabbasso e i suoni della natura riprodotti dal vivo, sono i mezzi immaginifici per interagire con

gli spettatori.

La parodia del linguaggio pubblicitario, le leggi della comicità e la scelta drammaturgica del doppio

finale stimolano il giovane pubblico ad una riflessione e ad una partecipazione attiva.

Con Chenditrì, Obsoleta Teatro prosegue un percorso iniziato con In the bottle!, spettacolo sulla

raccolta differenziata e sul ciclo dei rifiuti.

Parte della scenografia dello spettacolo, infatti, è stata realizzata utilizzando materiali di scarto.

Approfondimenti:

– L’eccezione e la regola di Bertolt Brecht.

– Video-documentario Land Rush (2012) di Hugo Berkeley e Osvalde Lewat.

LO SPETTACOLO

Nel 2014, anno internazionale dell’agricoltura familiare, Obsoleta Teatro ha scelto di ragionare su

una tematica quotidiana che accomuna piccoli e grandi consumatori: il junk-food, ovvero il cibo-
spazzatura, interrogandosi su come questo possa influire sull’odierno mutamento delle risorse

agricole.

Intere culture rischiano di essere sommerse dal peso delle richieste energetiche e produttive

dell’industria e con loro le tradizioni agricole che le hanno caratterizzate per millenni.

Ad esempio, oggi in Mali il governo locale concede vasti appezzamenti alle industrie europee,

americane, cinesi, indiane e giapponesi, dove, al posto delle antiche colture di cereali e dei preziosi

alberi di karité, vengono imposte le piantagioni di canna da zucchero, jatropha, olio di palma.

Tutto ciò accade anche in Italia, dove vengono sottratti terreni agricoli alle coltivazioni autoctone

favorendo la produzione di bio-carburanti, ultima speculazione del mercato energetico e dei

trasporti.

Chenditrì favoleggia su uno degli ingredienti più amati dai piccoli presente in moltissimi alimenti di

largo consumo: lo zucchero che, nel gioco della messa in scena, si trasforma nella magica e

fascinosa Caramellina Langmann.

La forma e lo stile del racconto sono quelli della fiaba: le ombre, l’animazione grafica, le melodie del

contrabbasso e i suoni della natura riprodotti dal vivo, sono i mezzi immaginifici per interagire con

gli spettatori.

La parodia del linguaggio pubblicitario, le leggi della comicità e la scelta drammaturgica del doppio

finale stimolano il giovane pubblico ad una riflessione e ad una partecipazione attiva.

Con Chenditrì, Obsoleta Teatro prosegue un percorso iniziato con In the bottle!, spettacolo sulla

raccolta differenziata e sul ciclo dei rifiuti.

Parte della scenografia dello spettacolo, infatti, è stata realizzata utilizzando materiali di scarto.

Approfondimenti:

– L’eccezione e la regola di Bertolt Brecht.

– Video-documentario Land Rush (2012) di Hugo Berkeley e Osvalde Lewat.

LA TRAMA

Siamo a Balalla, ai confini del deserto dove Langmann, mercante di caramelle, viaggia

per collaudare la sua ultima invenzione: la caramellina, un seme che in pochissimo tempo fa

nascere gigantesche piante caramellose.

Guidata da Ashràm, il tuttofare di Balalla, Langmann raggiunge le antiche piantagioni per

impossessarsene e piantare i suoi semi prodigiosi. Là incontra Idrissa, l’ultima contadina rimasta a

prendersi cura delle terre. Da tempo, infatti, Balalla è in preda alla siccità che ha spinto i contadini a

lasciare le campagne per cercare fortuna altrove. Idrissa, però, non è completamente sola: il suo

amico spaventapasseri ravviva l’orto pizzicando le corde di un contrabbasso.

Quando Langmann incontra Idrissa ha con sé delle carte che parlano chiaro: il governo di Balalla lo

autorizza a impossessarsi di tutte le terre del paese per piantare i suoi ChendiTree”.

Cosa succederà a questo punto? Che ne sarà delle antiche piantagioni di Idrissa? Langmann riuscirà

a trasformare l’intero paese in una fabbrica di caramelle?

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