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Sala Boldini · 17 febbraio 2016 · ore 21.00

Short Skin – I dolori del giovane Edo

Dove

Sala Boldini

Quando

da 17 febbraio 2016 · ore 21.00

Info


Ingresso: 5 € €

Mercoledì 17 febbraio alle ore 21.00 inizierà la rassegna promossa da UCCA (Unione Circoli Cinematografici Arci) L’ITALIA CHE NON SI VEDE – Rassegna itinerante del cinema del reale.
Ad aprire la rassegna l’opera prima di Duccio Chiarini,

Short skin – i dolori del giovane Edo

Sin da quando è piccolo, il diciassettenne Edoardo soffre di una malformazione al prepuzio che lo rende timido e insicuro con le ragazze. Chiuso nel suo microcosmo asessuato, reagisce infastidito alle pressioni del mondo esterno. Tutti attorno a lui sembrano parlare solo di sesso: l’amico Arturo, talmente ossessionato dall’idea di perdere la verginità che sarebbe pronto anche a farlo con un polpo, i genitori di Edo che premono affinché si dichiari a Bianca, la vicina di casa arrivata come ogni anno da Milano per le vacanze; persino la sorellina Olivia, alla ricerca di una canina con cui fare accoppiare il cane di famiglia. A rompere il guscio di Edoardo non saranno tuttavia le pressioni del mondo esterno quanto il ravvicinato incontro con una ragazza conosciuta per caso. Costretto a uscire dal cono d’ombra nel quale si è nascosto per anni, Edoardo cercherà di risolvere il suo problema con goffi stratagemmi per trovare infine il coraggio di affrontare le proprie paure.

Presentato al Festival di Venezia 2014 nella sezione “Biennale College”, ha ricevuto una nomination al Festival di Berlino 2015.

«Lo spunto creativo per il film l’ho avuto leggendo La mia storia disegnata male di Gipi. Quando ho visto il coraggio e il modo con cui raccontava fatti che lo avevano toccato direttamente e veramente, ho deciso di tirar fuori una vicenda che era successa a me al liceo, e d’intrecciarla con storie accadute in quel periodo ai miei amici, ricomponendo così il quadro generale di quel sentimento di fragilità dell’adolescente che è chiamato a diventare uomo e che subisce anche pressioni per diventare ‘maschio’. La condizione medica di Edoardo è un espediente per raccontare qualcosa di più grande e importante – che è il passaggio all’età adulta e il liberarsi delle proprie paure». [Duccio Chiarini]

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