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Sala Estense · 14 ottobre 2017 · ore 20.00

Robyn Hitchcock Live 14.10 – Ferrara # Sala Estense

Dove

Sala Estense
Piazzale Municipale 3, Ferrara

Quando

da 14 ottobre 2017 · ore 20.00

Info

Organizzatore:
Arci Zone K

Il Arci Zone K è lieto di presentare un evento unico ed imperdibile:

Robyn Hitchcock live
SABATO 14 OTTOBRE 2017, ore 21
Sala Estense
Piazza del Municipio, 2 – FERRARA
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Biglietti acquistabili on-line (con modalità print@home) oppure in tutti i punti vendita del circuito Ticketland2000

Intero € 15,00 + ddp
Ridotto tessera Arci € 13,00 + ddp

Per acquistare: http://bit.ly/RobynHitchcockFE
Info: http://www.zonek.it
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REAZIONE K VOL. 1 è la rassegna musicale organizzata da Arci Zone K che si svolgerà tra ottobre e novembre 2017 presso la SALA ESTENSE di FERRARA. I live che compongono la rassegna:

05.10.17 – Matthew Caws (Nada Surf) Live 05.10 – Ferrara # Sala Estense
14.10.17 – Robyn Hitchcock
23.10.17 – Mark Eitzel & Band Live 23.10 – Ferrara # Sala Estense
07.11.17 – Chuck Prophet + Curse Of Lono Live 07.11 Ferrara # Sala Estense
16.11.17 – Diaframma + Go Flamingo! Live 16.11 Ferrara – 10 anni di Zone K
25.11.17 – Paolo Benvegnù presenta “H3+” Live 25.11 – Ferrara # Sala Estense
30.11.17 – Collateral – Soundtracks – Cinema Misterioso (Nuccini, Pilia, Gabrielli, Pupillo, La Foresta)
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Robyn Hitchcock nasce a Londra nel 1953. Già leader negli anni ’70 di The Soft Boys, debutta discograficamente in proprio nel 1981 con il singolo “The man who invented himself”, primo saggio di una musicalità sofferta, spericolata e surreale che trae ispirazione dal suo eroe Syd Barrett (Official). I primi passi da solista, però, sono difficili: dopo aver inciso un paio di album e contrariato dalle sue esperienze nel business musicale, Hitchcock smette per un paio di anni di fare dischi, anche se partecipa alle incisioni di colleghi come Captain Beefheart e Thomas Dolby. A metà anni ’80 la sua carriera comincia a riprendere la piega giusta: dopo un ottimo disco acustico, I OFTEN DREAM OF TRAINS, forma gli Egyptians (una band elettrica che ricostituisce in parte il nucleo dei Soft Boys) e con FEGMANIA! apre una stagione di prove mature e interessanti: l’incessante ritmo dei concerti live, comunque, viene ben presto ridimensionato in favore di un’attività più tranquilla e diradata. Nell’86 esce il suo album maggiormente imparentato al folk, ELEMENT OF LIGHT, salutato da lodi sperticate della critica che gli fruttano il primo contratto con una grande etichetta, la A&M.
Negli anni ’90 l’artista ripropone con gusto una formula consolidata e apprezzata anche da molti musicisti, tra cui Peter Buck e Michael Stipe dei R.E.M., ospiti in PERSPEX ISLAND. Il periodo alla Warner Bros. (ultimo album JEWELS FOR SOPHIA, 1999) chiude senza esiti commerciali significativi il contrastato rapporto con le major del disco; dopo di che Hitchcock torna alla dimensione indipendente che gli è più consona, pubblicando nel 2002 un doppio Cd di cover dylaniane, ROBYN SINGS, e due anni dopo un album acustico, SPOOKED, inciso a Nashville con Gillian Welch e David Rawlings, custodi e rinnovatori della tradizione folk americana.
Le collaborazioni proseguono negli anni successivi con tre progetti discografici, OLÉ! TARANTULA, GOODNIGHT OSLO e PROPELLOR TIME, incisi assieme ai Venus 3 alias Peter Buck (R.E.M.), Scott McCaughey (Young Fresh Fellows, R.E.M., Minus Five) e Bill Rieflin (Ministry, Minus 5) e caratterizzati da un suono elettrico di stampo decisamente americano. Un brano contenuto nel secondo dei due dischi, “Up to our nex”, viene incluso nella colonna sonora di “Rachel sta per sposarsi”, film diretto da Jonathan Demme con Anna Hathaway e Debra Winger protagoniste. Con il grande regista americano recentemente scomparso, Robyn Hitchcock collabora in più occasioni, intessendo nel tempo un vero e proprio rapporto d’amicizia, basti pensare al documentario “Storefront Hitchcock” (1998), in cui Demme riprende una singolare esibizione live del musicista in una vetrina a New York.
Nel 2013 pubblica LOVE FROM LONDON, lavoro che arriva contemporaneamente al sessantesimo compleanno dell’artista. Nell’agosto 2014 esce THE MAN UPSTAIRS. Prodotto da Joe Boyd (Pink Floyd, Nick Drake, Fairport Convention) e registrato nel giro di una settimana, è descritto dall’artista come “un album di Judy Collins che la Elektra avrebbe pubblicato nel 1967”.
Nel 2016 Hitchcock appare nei panni di sè stesso nel serial televisivo Roadies creato dal regista Cameron Crowe, incentrato sulla disavventure on the road di una celebre band americana.
L’instancabile e prolifico musicista pubblica nel 2017 la sua ultima fatica, un disco chiamato semplicemente “Robyn Hitchcock” che sancisce un ritorno al pop psichedelico dei primi anni ’90. Prodotto da Brendan Benson (The Raconteurs), l’album presenta un Hitchcock rivitalizzato e vede la collaborazione di artisti del calibro di Grant Lee Phillips, Pat Sansone (Wilco) e Gillian Welch.

(Stralci biografici a cura di Rockol)

Un appuntamento imperdibile alla Sala Estense: Sabato 14 ottobre, un artista semplicemente leggendario.

Oh Petroleum è nome d’arte di Maurizio Vierucci, musicista dall’identità marcata, allo stesso tempo difficile da catalogare e ascrivere a un genere specifico.
Il suono scuro e ruvido del blues ancora riconoscibile negli album precedenti, diventa rarefatto e dilatato negli ultimi lavori di Oh Petroleum, frutto di continua ricerca e sperimentazione aperta anche a espressioni parallele alla musica.
“The Script was About the Enemy” è il titolo del suo nuovo album di imminente pubblicazione. Nel disco si fondono esperienze e ascolti molto diversi tra loro, la passione per Robert Ashley e per David Bowie, per Steve Reich e David Sylvian. La sintesi è un suono cupo, fatto di poche note su un ritmo ossessivo, scarno e impuro. Il senso del testo delle canzoni è intricato e indecifrabile, la narrazione si perde in continua e libera metamorfosi; la voce arriva ora come un’eco lontana ora vicina come un sussurro.
Registrato e missato su dodici tracce, nessuna azione di editing, automazione o utilizzo di software. L’album è il risultato di un lungo lavoro di stratificazione e sottrazione, di ricerca empirica e di scrittura.
Hanno partecipato: Elena Gigante al piano in “The Chaffinch” e Pierpaolo Leo, onde Martenot su “Nothing”.
Valerio Daniele ha curato il mastering presso Chôra Studi Musicali.

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