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Ferrara Off Teatro · 13 marzo 2016 · ore 17.30

LUMI DALL’ALTO – cose clandestine in città

Dove

Ferrara Off Teatro
Viale Alfonso I d'Este 13, Ferrara

Quando

da 13 marzo 2016 · ore 17.30

Info

Organizzatore:
Ferrara Off Teatro

teatro di parola e di figura, dedicato ad adulti e bambini

di Gigio Brunello e Gyula Molnar
in scena Gigio Brunello
sculture di Gigio Brunello
dipinti di Lanfranco Lanza
musiche di Rosa Brunello eseguite da Rosa Brunello Quintet
scenofonia di Lorenzo Brutti

“In groppa a C’est la vie,  Ginco Lujiai e Lumi Oxha  sorvolano il bosco di Bissuola, un bosco così fitto che dentro ci si perde. – Lo sapevi che sotto questi carpini c’è il cimitero degli Unni? – Dice Ginco – Nessuno osa scavare per non svegliare gli spiriti dei cavalieri morti – E tu, come lo sai?-  Dice Lumi che ci ha preso gusto ad ascoltarlo – Ora sorvoleremo le sirene! – Dice Ginco sempre più fiero di sé – legati a me e ascolta il canto. (Fischio di sirena) Sentito? È poco bello? – Sotto di loro la gente preoccupata si riversa in strada – Noi non c’entriamo! – Fa segno Ginco, non abbiamo toccato niente! – Ma i mestrini non li vedono e sono ancora lì a testa in su.” (Da Fiaba albanese,  Due albanesi innamorati in volo sopra la città di Mestre)

La storia prende spunto da una vicenda realmente accaduta. Quando Ariona me la raccontò,  era incinta del primo bimbo. Mi aveva fatto vedere il video del suo matrimonio: lei con lo sposo e gli invitati che percorrono velocemente i viali di un parco e guardano sorridenti in telecamera. Mi spiegò che quel video era un falso, l’avevano girato, di nascosto dai proprietari, in una villa veneta approfittando del giorno di chiusura del ristorante e grazie al  giardiniere albanese loro amico. Soldi per un matrimonio vero e proprio non ne avevano ma quel video serviva per far felici i parenti rimasti in Albania. E pensare che papà e mamma avevano già combinato un matrimonio con un cugino ricchissimo che viveva a Londra. Così cominciò a raccontarmi la sua storia fin da quando era partita  in gommone col suo fratellino…

Ogni riferimento a fatti e persone esistenti è puramente casuale.

“Così, senza retorica alcuna, Brunello e Molnar creano, per mezzo di un teatro poverissimo dove sono gli oggetti a prendere vita con l’immaginazione dello spettatore, uno spettacolo di rara potenza poetica ed evocativa”.
Mario Bianchi (eolo-ragazzi.it, settembre 2014)

“Spettacolo che nella sua estrema semplicità comunicativa ha veicolato sfaccettature filosofiche capaci di riportarci al senso più profondo del teatro, in cui tutto diventa possibile quando l’invenzione e la finzione diventano linguaggio condiviso e in cui viene dimostrato come la genialità ideativa e creativa non ha bisogno di grandi mezzi scenografici quando un attore ha cose da dire”. (Emanuela Dal Pozzo traiettorie.org)

Terzo capitolo – dopo Vite senza fine e Teste calde – della “Trilogia sulla città di Mestre”.

Il 13 marzo Gigio Brunello terrà il laboratorio La parola ai burattini: un’occasione per approfondire e conoscere le regole e le ‘eccezioni’ del teatro di figura.

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