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Castello Estense di Ferrara · 29 aprile 2014 · ore 17.00

La Leda perduta

Dove

Castello Estense di Ferrara

Quando

da 29 aprile 2014 · ore 17.00

Info

Organizzatore:
Lucio Scardino

Una collezione ferrarese
Divagazioni su un mito nel centenario di Michelangelo Buonarroti
29 aprile -18 maggio 2014

Questa mostra è allestita in occasione del centenario della morte di Michelangelo Buonarroti: il geniale artista è infatti scomparso a Roma esattamente 450 anni fa.
La rassegna documenta inoltre un suo legame diretto con la corte estense, poco noto anche perchè l’opera da lui eseguita (il dipinto raffigurante “Leda col cigno”) è andata distrutta nel XVII secolo.
Il grande quadro era stato eseguito a Firenze tra il 1529 e il 1530 dopo che Michelangelo aveva visitato Ferrara per studiarne le fortificazioni: il duca Alfonso I d’Este gli aveva mostrato i dipinti che ornavano il Castello (di Tiziano, Bellini, Dosso), chiedendogli di completare il ciclo dei cosiddetti “camerini” con un dipinto mitologico ispirato all’amplesso fra Leda e Giove, trasformatosi in cigno, Dall’improprio rapporto sarebbero nate due uove, con i gemelli Castore e Polluce ed Elena e Clitennestra.
Buonarroti si ispirò, a quanto pare, per la postura delle due figure principali ad un antico cammeo conservato nelle collezioni dei Medici ed ebbe come modello il proprio “garzone”, ossia il giovane ‘Antonio Mini.
Si conservano un paio di disegni preparatori dell’opera, fra cui una bellissima sanguigna con il doppio profilo del bell’Antonio.
Ma il messo inviato dal duca ferrarese a Firenze per ritirare il dipinto, il mercante Jacopo Lachi, non ebbe parole lusinghiere per l’opera, forse anche a causa del suo carattere “androgino”, e l’indispettito Michelangelo preferì non consegnargliela.
Dopo qualche mese donò il dipinto allo stesso modello (come sorta di “dono d’amore”?), ma Antonio Mini preferì non tenere l’opera con sè, vendendola al re di Francia. Ma nel secolo successivo, a quanto pare, la tavola venne bruciata per motivi moralistici, per ordine diretto della bigotta regina Anna d’Austria.
Prima della distruzione del capolavoro inizialmente destinato a Ferrara, il quadro venne copiato da vari artisti, per lo più anonimi, sia ad olio che in incisione: ispirò inoltre Bartolomeo Ammannati per un sensualissimo marmo.
Prendendo a pretesto questa circostanza, la mostra odierna intende omaggiare il perduto quadro michelangiolesco con una trentina di opere, databili tra il 1880 e il 2014, tutte provenienti dalla collezione del curatore, il critico ed editore Lucio Scardino e che presentano sia “citazioni” dirette della tempera cinquecentesca che varianti, anche dissacranti, illustranti ilmito di Leda che s’accoppia con il “cigno divino”.
Catalogo Edizioni Liberty House, Ferrara

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