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Museo di Casa Romei · 25 gennaio 2017 · ore 16.00

IO SONO ORLANDO!! Animazione di antichi pupi

Dove

Museo di Casa Romei
via Savonarola, 30, Ferrara

Quando

da 25 gennaio 2017 · ore 16.00

 

BURATTO, FILI, BASTONI

dalla Collezione Pasqualini Zanella

In collaborazione col Museo dei Burattini di Budrio (BO)

dal 27 gennaio al 5 febbraio 2017

Museo di Casa Romei – Via Savonarola 30, Ferrara

Una selezione di pupi, marionette e burattini, con rarissimi pezzi eseguiti tra il XVI

e il XIX secolo, dalla straordinaria collezione storica di Rita Pasqualini e Vittorio

Zanella, in un percorso espositivo integrato con l’esposizione del Museo di Casa

Romei, permette di ammirare antichi e straordinari manufatti provenienti dalle

tradizioni regionali italiane e di approfondire aspetti troppo spesso dimenticati

della nostra storia.

La mostra regala piccoli assaggi dell’umile Arte del burattinaio-marionettista-
puparo, un tempo rivolta a tutti, partendo dal teatro dei Pupi del sud Italia e con il

racconto delle gesta dell’Orlando, prima innamorato, poi furioso, che nel 2016 ha

traguardato il cinquecentesimo anniversario dalla pubblicazione del testo

dell’Ariosto.

L’OPERA DEI PUPI

Il teatro dei pupi trae le sue origini dal Regno delle due Sicilie, si espande in tutto il meridione d’Italia ma in

Sicilia vive il suo massimo splendore.

Il pupo è un tipo particolare di marionetta: mosso dall’alto verso il basso (area orientale della Sicilia) o di

lato (area occidentale), con due stecche di ferro ed un filo. Il pupo catanese non s’inchina di fronte a

nessuna autorità, quindi ha le ginocchia rigide, può arrivare fino a un metro e trentacinque centimetri e

pesare fino a trentacinque chili, per questo risulta essere meno manovrabile. Il palermitano, più piccolo, ha

le ginocchia snodate, la corazza, l’elmo e lo scudo argentati e dorati, mentre in quello catanese sono

ramati.

Nel 2001 l’Opera dei Pupi è stata dichiarata dall’UNESCO Capolavoro del Patrimonio Orale e Immateriale

dell’Umanità ed è iscritta dal 2008 nella Lista del Patrimonio immateriale dell’Umanità.

I MATERIALI

Il ferro che sorregge il pupo passa in mezzo alla testa, s’aggancia al corpo infilandosi attraverso un secondo

foro del collo. Una stecca muove la spada del paladino cristiano (la durlindana di Orlando), o la sciabola o

scimitarra se è un turco, mentre una corda è legata al polso della mano che tiene lo scudo. L’intera

struttura del pupo è sempre realizzata col legno. Le teste e le mani sono anch’esse scolpite nel legno, ma

esistono anche in ceramica e carta pesta. Tutte le parti del corpo sono agganciate fra loro con del filo di

ferro, le braccia sono di stoffa attaccate agli avambracci di legno. Le corazze, gli scudi e gli elmi coi cimieri

sono realizzati a sbalzo, con lastre di metallo (rame), ed intarsi di altri materiali (ottone e alpacca).

L’ANIMAZIONE

Chi anima il pupo catanese, cioè l’oprante, è detto maniante, lo muove dall’alto verso il basso, facendolo

camminare per tutta la larghezza del teatro con passi di sghimbescio davanti alla scenografia che copre il

corpo del puparo. Il puparo solitamente non dà voce al pupo catanese perché troppo affaticato dal peso del

pupo e dalla lunga durata delle rappresentazioni. In questo caso un narratore fuoricampo (cuntista) detto

parlatore, racconta, recita e canta la storia rappresentata, alternando alla recitazione improvvisata a

braccio la lettura di copioni. A Palermo, essendo il pupo più piccolo di statura e molto più leggero, viene

mosso lateralmente con il corpo del puparo di lato alla quinta e il braccio teso che lo sorregge. Qui la

recitazione è data direttamente dall’animatore che non è provato da eccessiva fatica e quindi non

“ansimante”. I rumori vengono creati con macchine teatrali azionate a manovella o a pedale.

I PERSONAGGI

Nel teatro dei pupi esistono tratti distintivi che permettono di identificare il personaggio in scena. L’altezza

del pupo ne determina l’importanza: l’Imperatore Carlo Magno è sempre più alto di tutti, poi il Re dei Mori,

e poi a scendere di statura a seconda del grado di nobiltà. La metrica del cuntista/puparo, invece, con le sue

variazioni, scandisce momenti e sentimenti: sillabata/scaramuccia, spezzata/battaglia e guerra,

ritmata/pace e amore. Ogni pupo è rappresentato da un simbolo che visualizza il carattere del personaggio

e in questo modo il pubblico lo identifica ancor prima che incominci a parlare. Il simbolo è punzonato

sull’elmo, sul petto e sullo scudo. Orlando gentile e spirituale è rappresentato dall’aquila reale e a volte

dalla colomba della pace, suo cugino Rinaldo di Montalbano, più prosaico e volto al materiale, dal leone.

LA TRAMA

L’Opera dei Pupi ha come protagonista l’Imperatore Carlo Magno (742/814) e i Paladini, capitanati da suo

nipote Orlando. Le loro gesta sono tratte da una rielaborazione dei poemi e romanzi del Ciclo Carolingio e

dal Ciclo Bretone. La tradizione dei pupi si sviluppa dopo l’anno mille e ci propone storie meravigliose fino

a raccontare l’Orlando Innamorato di Matteo Maria Boiardo (1441/1494), l’Orlando Furioso di Ludovico

Ariosto (1474/1553) e La Gerusalemme liberata di Torquato Tasso (1544/1595).

Testo di Vittorio Zanella

Teatrino dell’ES di Villanova di Castenaso (Bo)

“Museo dei burattini” di Budrio-Bo, Museo di Qualità – IBC Regione Emilia-Romagna

The exhibition inside the Museum of Casa Romei, displays extraordinary artefacts from regional traditions

and helps to deepen peculiar aspects of our culture: pupi, marionettes and puppets, rare pieces made

between the sixteenth and the nineteenth centuries and selected from the extraordinary historical collection

of Rita Pasqualini and Vittorio Zanella.

The Opera dei Pupi is a marionette theatrical representation of Frankish romantic poems such as The Song

of Roland or Orlando Furioso that is one of the characteristic cultural traditions of Sicily and Southern Italy.

These are the same tales that are normally enacted in traditional puppet theatres, featuring hand-made

marionettes of wood and metals.

The opera of the puppets and the Sicilian tradition of cantastorîas (singing storytellers) are rooted in the

Provençal troubadour tradition in Sicily during the reign of Frederick II, Holy Roman Emperor, in the first half

of the 13th century.

The Sicilian marionette theatre Opera dei pupi has been declared in 2001 a Historical Heritage and inscribed

in 2008 in the UNESCO Intangible Cultural Heritage Lists.

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