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Piazza Buozzi · 30 aprile 2015 · ore 18.30

Innalzamento dell’Albero del Maggio

Dove

Piazza Buozzi
Piazza Buozzi, Pontelagoscuro (FE)

Quando

da 30 aprile 2015 · ore 18.30

SCARICA IL PROGRAMMA DEL MAGGIO PONTESANO (PDF)

La Festa del Maggio, che si svolge ancora in molte località marchigiane, ha origini

secolari dai diversi significati. Quando nasceva un primogenito era tradizione
marchigiana quella di piantare un albero: la tradizione dell’albero della vita.

In particolare ciò avviene tuttora in alcune zone di Fabriano, di Genga, di
Sassoferrato e di Arcevia, fino a raggiungere la zona di Pergola in provincia di Pesaro
Urbino.
Gli amici degli sposi si ritrovano un pomeriggio alla ricerca di un albero, il pioppo, il
più alto possibile. Una volta individuato, l’albero viene abbattuto, viene tolta la
corteccia (scorza) tranne che nella punta. Sulla sua cima viene collocata una bandiera
tricolore (orgoglio), una corona d’alloro (comando e gloria), uno schioppo (fedeltà e
coraggio), una bottiglia di vino o di spumante (virilità del neonato). Viene quindi
preparata una buca dove l’albero verrà ancorato e innalzato. I genitori offrono
spuntini, dolci e vino a tutti i presenti. I più anziani, ma spesso anche i più giovani, si
improvvisano canterini al suono di una fisarmonica o di un organetto e cantano
stornelli in onore del bambino.
Per la nascita di una bambina, invece, si innalza una piccola pianta a forma di
conocchia (la conocchia o rocca è uno strumento che in coppia col fuso serve a
filare).
Nel Sassoferratese, per la nascita delle bambine piantano la salce buga cioè un
salice che cresce spontaneo vuoto dentro.
La festa che i genitori poi fanno con gli amici, dura fino a tarda notte tra balli e canti
A Morro d’Alba (An) è tradizione la Festa del Cantarmaggio. La fine dei
festeggiamenti, concentrati a metà del mese, è conclusa con il rituale rogo in piazza
dell’albero del maggio. L’albero viene “piantato” verso la metà di maggio e viene
bruciato alla fine del mese. Il ”maggio” prima di essere trasportato viene adornato di
fiori e di nastri multicolori dai bambini e dopo viene portato in corteo per tutto il
paese, accompagnato dal canto e dal suono di numerosi suonatori e cantori popolari.
A Porchia di Montalto Marche piantare il maggio ha un connotato politico abbinato
alla festa popolare del 1° Maggio, festa dei lavoratori. Sotto il fascismo, che abolì la
festa dei lavoratori, si interruppe questa tradizione nel 1923, ma si riprese dopo la
fine della 2^ Guerra mondiale, nel 1945. Nel tardo pomeriggio del 30 aprile, un
gruppo di giovani, si reca nei boschi e sceglie un pioppo, il più alto e il più robusto,
dritto e sano. Viene abbattuto e caricato su un carro. II taglio della pianta è fatto senza
chiedere il permesso al proprietario che non può rifiutare perché ciò gli
“procurerebbe disgrazie e maledizioni”. L’albero viene privato della corteccia e dei
rami più bassi, si lasciano solo alcuni rami alla cima.

A Pontelagoscuro (dalle note di Leonardo Bellinazzi)
viene storicamente descritta la conquista da parte delle truppe tedesche e croate del paese dove durante queste operazioni militari, veniva abbattuto il simbolo repubblicano dell’Albero della Libertà.
Ovviamente poi nelle campagne ferraresi, si è sempre innalzato l’albero del “Mai” , a festeggiare la primavera e l’augurio del buon raccolto.
Per cui la festa del Maggio Pontesano che l’Associazione Cristalli nella Nebbia ha proposto, ha avuto l’accoglienza spontanea del Comitato Vivere Insieme di Pontelagoscuro.

ASSOCIAZIONE CRISTALLI nella NEBBIA
Corso del Popolo, n. 109 – 44123 Ferrara – CF 93085400385 –
www.cristallinellanebbia.it

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