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Ridotto del Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara · 21 novembre 2016 · ore 15.30

IMPRESSIONI SOCIALI Mostra fotografica di Cristiano Lega

Dove

Ridotto del Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara

Quando

da 21 novembre 2016 · ore 15.30

La mostra è aperta al Ridotto del Teatro Comunale fino al 25 novembre 2016, ogni giorno dalle 15.30 alle 18.30.

In linea con lo spirito di IMPRESSIONarti, rassegna dedicata a quella parte del cinema e della fotografia che orienta l’obbiettivo a tematiche di natura sociale, questa mostra di Cristiano Lega nasce dal suo incontro artistico con quattro differenti realtà.
La prima ( in copertina) riguarda il laboratorio di teatro rivolto a persone detenute, che da diversi anni si svolge all’interno della Casa Circondariale di Ferrara e che nel 2016 si è concluso con la messa in scena di uno spettacolo ispirato alla Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso, dal titolo “Me che libero nacqui al carcer danno”. Lo spettacolo è stato presentato il 28 aprile al Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara, nell’ambito delle iniziative previste dal Coordinamento regionale di Teatro Carcere.

Questa prima esperienza a contatto con la realtà del carcere consolida l’interesse di Lega per i contesti di natura sociale. Il fotografo trova così un secondo filone di ricerca nel quartiere GAD di Ferrara, area che i cittadini residenti raccontano e percepiscono come particolarmente critica e che, da tempo citata dalle cronache locali, si è imposta nell’immaginario collettivo dei ferraresi come zona ad alta pericolosità. Con lo scopo di conoscere quanto stava accadendo in quella zona della città (in particolare nei pressi della stazione ferroviaria) e comprenderne meglio la fisiono- mia, Lega la frequenta quotidianamente per alcune settimane, individuando alcune realtà sociali che ne definiscono la plurale identità apparente. Nella parte di mostra dedicata al quartiere GAD, Lega ha provato a raccontarle.

Il terzo e più recente dei progetti di Lega – di cui questa mostra presenta alcuni scatti – riguarda un laboratorio teatrale rivolto a persone disabili ed operatori di un Centro Diurno della città di Ferrara. Si tratta di una delle diverse esperienze ti teatro in ambito sociale che il progetto LA SOCIETÀ A TEATRO [LST] ha permesso di inserire in un programma di eventi e iniziative che offre ai cittadini ferraresi un’occasione di contatto con questa parte del panorama culturale del territorio. Un programma che dal 2007 affonda le sue radici nel teatro ma che negli anni si è aperto anche ad esperienze artistiche differenti dal teatro (come la musica) ma sempre orientate al sociale. Questa apertura si conferma, quest’anno, con la prima edizione di IMPRESSIONarti, nuovo spazio di programmazione all’interno di LST dedicato a cinema e fotografia a contenuto di natura sociale.

Il quarto ambito di ricerca presentato in questa mostra riguarda il tema dell’infanzia. I quadri fotografici di questa sezione rappresentano momenti di gioco di un gruppo di ragazzini in un piccolo paese della Campania. Impressiona il rapporto fra la vitalità dei ragazzi – rivelata dall’energia dei corpi, dalla dolcezza dei gesti e dalla luce degli occhi – e la staticità depressa di un luogo che sembra stagnante come la grande pozzanghera al centro di in una delle fotografie (specchio rivolto verso un cielo di nubi). Questi ritratti danno ai bambini la forza di piccoli padroni di un regno fatto di grandi spazi aperti connotati da degrado e abbandono. Di cui i loro occhi, però, sembrano vedere altro.

Due dei quattro ambiti delle ricerca artistica di Lega sono quindi accomunati dall’essere esperienze di natura teatrale, ma condotte in contesti del tutto differenti: il carcere è luogo in cui l’emarginazione dell’individuo – intesa come sua separazione dalla società – accade per effetto giuridico, a differenza dell’emarginazione in cui può incorrere una persona con disabilità, per la quale l’isolamento dalla società può risultare effetto involontario di una società non ancora del tutto capace e attrezzata per ottenere la piena inclusione di tutte le persone. In entrambi i casi, il teatro – soprattutto laddove assume la dimensione di evento pubblico – diventa strumento di relazione fra singole persone potenzialmente a rischio di isolamento, e il resto della società.

I lavori sul quartiere GAD di Ferrara e sui bambini dimostrano, invece, come la capacità descrittiva della fotografia unita ad una sensibilità artistica, possa nutrire le immagini di una forza poeti- ca ed emotiva che difficilmente lascerà imperturbata la percezione del visitatore.

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