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· 20 giugno 2017 · ore 19.30

I Martedì Della Resistenza!

h. 19:30 Schegge di vita raccolte con cura,
presentazione del 3° numero di LUNGIDAME
zine-APERIODICA-libera-E-accidentalmente-PUNK
edizioni Fuoco su Carta | https://nuclearchaos.noblogs.org/

A seguire aperiCENA con verdure fresche dall’orto!!!

h. 21:30 doppioLive TUNONNA + TIRABUSCIO’S

https://tunonna.bandcamp.com/album/buono
https://www.facebook.com/tunonna84/
https://www.facebook.com/tirabuscios/

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TUNONNA

Sembra uno scherzo, ma lo è solo in parte. Ironia, sarcasmo e humour in bianco e nero non mancano certo a Silvia Sicks, la cantante/chitarrista/autrice che anima il progetto in questione, eppure non è solo questa la sostanza dell’intera faccenda. Anzi.

I decani del giornalismo musicale, in tempi nemmeno troppo lontani (anzi probabilmente anche ora lo farebbero), l’avrebbero definita “musica generazionale”, se mai si fossero degnati di ascoltare Tunonna. Una definizione che sa di vecchio e anche di molto peggio, a cui viene da rispondere: “generazionale sarà tua nonna, non Tunonna” – fine del discorso e tanti saluti.

“Buono” è l’esordio su supporto fisico (anche se lo trovate comodamente su Bandcamp, ça va sans dire) di Tunonna, che si era ampiamente fatta notare precedentemente nel web, in particolare per la sua struggente cover acustica di “Pagliaccio di ghiaccio”, il trucido inno italo-rap firmato dall’altrettanto trucido Metal Carter. Nel CD, accompagnato da un bel libretto a fumetti firmato da Zerocalcare, troviamo 11 tracce di quello che potremmo definire rock acustico cantautorale intriso di poesia quotidiana, rabbia, malinconia e scazzo. I quadretti dipinti da Tunonna hanno sfaccettature assurde e reali al tempo stesso e rivelano una genesi che quasi sicuramente pesca dal vissuto personale e da uno spiccato gusto per il nonsense che si mescolano nel nome del trito – ma verissimo – detto secondo cui la realtà solitamente supera la fantasia. E allora godiamoci Gelardo che pippa zucchero a velo, la ballad nirvaniana motivational-suicidista “Allegria”, la malinconia arrostita dal sole e dalle Corona bollenti di “Andiamo al mare”, il cupo realismo di “Mamma”, il racconto teneramente disagiato di “A caccia di Peroni”… il tutto costruito su basi musicali semplici ed efficaci, ma soprattutto su una voce peculiare, spesso sgraziata e graffiante, ma espressiva, tanto da lasciare un segno immediato.

Menzione speciale per la cover dei Prophilax del classicone “Dora daccela ancora”, con duetto in compagnia del loro frontman Fabio “Ceppaflex” Pinci.
(di Andrea Valentini)

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TIRABUSCIOS

Nascono in una serata bucolica nel lontano 2013 in quel di Farra di Mel, intenti a preparasi a modo loro al futuro che li avrebbe attesi.
Il nome deriva da una passione che li ha sempre tenuti uniti per il dio Dioniso: infatti “tirabuscion” significa, in qualche dialetto a loro ancora sconosciuto, cavatappi.
Ed è così che oggi, dopo svariati anni, li ritroviamo in una veste nuova, adatti ad ogni dove e quando, ma soprattutto sempre, sempre esagerati.

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LUNGIDAME #2

Dopo quasi un anno dal numero vecchio finalmente esce il nuovo Lungi Da Me, fanzine libera e accidentalmente punk. 155 pagine di articoli, fumetti, racconti, poesie, autoproduzioni.

«Quel silenzio a cui tendono le orecchie degli animali della foresta, per il quale si stendono le ali degli uccelli al vento nell’istante prima del volo… Un incontro mancato – il modo in cui raccontiamo la vita e la morte degli individui a cui abbiamo rubato l’immagine acquisisce un ruolo fondamentale La legione estranea tra la neve sporca di fango, sbucava un fiore che sembrava un fantasma. I vecchi della stirpe lo chiamavano il cadavere delle nevi. Ed era il fiore che nasceva prima di tutti gli altri, coi primi soli tiepidi della primavera Marnero – raccontare le favole ai bambini serve a farli addormentare, ma raccontarle ai grandi serve a farli risvegliare Cani – E i nostri nemici? Condividono quest’assurda fuga nella notte, disarmati, ansimanti, come noi. Hanno la saliva alla bocca, non ci guardiamo che con la coda dell’occhio, ma non occorre parlare. È un filo invisibile che ci attrae, tutti, amici e nemici, nella stessa direzione Loudness of Wood – si udii un rumore in lontananza, qualcosa stava per accadere…volevano costruire con la distruzione La grande attesa – l’attesa della luce è scandita dalle pulsazioni ritmiche dei colpi di tamburo, cadenzate e costanti. Così me la sono sempre immaginata. Non solo migliaia di anni fa, ma anche oggi Cristalli di miele – guardandosi a vicenda in ciò che sembravano essere i loro occhi, simultaneamente le loro guance si deformarono in un sorriso incredibilmente largo. Come se i loro muscoli fossero gomma attivata da un unico cuore appiccicoso Ricette dal Caos – in quest’epoca di assolutismo economico, armate di un’aggettivazione assolutamente banale facciamo volentieri a meno dei loro super poteri sgrassanti, stra inquinanti e mega funzionali a rendere felice il maritino, che da solo non sa neanche lavarsi le mutande Existence – sin da piccolo gli insegnarono che “il tutto” nacque grazie al Big Bang… Boom! Il domani è a Idomeni – Sarajevo è un nome che porto dentro sin da bambino, un nome che mi ha segnato molto, che ricordo dai telegiornali, dalle immagini, dal via vai di aerei ed elicotteri militari sopra casa mia, l’approccio di un bambino alla guerra Le Freak c’est Chic – siamo tutt* dei freaks in fondo, ma ci hanno insegnato che mascherarsi è facile e conveniente La ballata della solitudine comune – nell’avventura della vita, l’incontro con l’altr* è l’unica epifania di una gioia che si può strappare al presente Paradosso Perù – resta ora decifrare l’arcano che si cela dietro al tanto sibillino vocabolo “paradosso”: mai parola fu più appropriata per definire le sorti di questo appartato angolo di globo Hackeraggio Zaricida – i tempi erano maturi per hackerare l’intero algoritmo sociale If the kids are united – uno spazio sonoro che si occupasse di musica, del frastuono più atroce, ma che fosse soprattutto un megafono Spuntini dialettici – erano gli anni 90 ed i nostri frigoriferi erano pieni di schifezze di ogni tipo Felici malcontenti – siamo parole scritte a casaccio Genia – più che accidentalmente… Incidentalmente punk Urupia – e da lì usciva forte, inevitabilmente, l’esigenza di non aspettare il giorno fatidico di una Rivoluzione (con la R maiuscola)».

Cosa centra questo con una fanzine punk? Non ne ho idea!

In questo ultimo anno abbiamo portato questa fanzine in giro per l’Italia e diverse realtà autogestite ci hanno ospitato per presentare il nostro progetto. Si sta creando una rete di distribuzione e di interesse solida che speriamo cresca e si rafforzi con il tempo. Insomma Lungi Da Me è diventata grande. Tenendo fede alla sua natura, rimane sempre piena di contributi inediti, originali e non programmati. Senza prezzo. Supportata da eventi e sottoscrizioni. Se volete organizzare una presentazione scriveteci alla mail. Se volete cominciare ad inviare materiale per il prossimo numero da oggi si comincia!
nuclearchaos@autoproduzioni.net

Manca qualcosa? Stiamo cercando di conoscere tutte le realtà della città per aggiungerle al nostro calendario ma puoi aggiungere il tuo comunicato o segnalazione direttamente da questa pagina: www.listonemag.it/eventi/segnala

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