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Teatro De Micheli · 5 marzo 2015 · ore 21.00

Embrace 6 p.m. Re-Garde – DeMicheli Danza Festival

Dove

Teatro De Micheli
Piazza del Popolo 11/a, Copparo (FE)

Quando

da 5 marzo 2015 · ore 21.00

Info


Ingresso: da 12,00 a 6,00 € €

De Nicolao Gruppo Contemporaneo & Francesco Colaleo e Maxime Freixas

Embrance 6 p.m.
di Laura De Nicolao

EMBRACE 6 p.m. nasce dalla discussione ed elaborazione del concetto di abbraccio, sia dal punto di vista fisico che mentale. Gli spunti di riflessione creativa sono scaturiti dalla lettura di alcuni versi di poeti, quali Alessandro Baricco, Paolo Coelho, Alda Merini e Pablo Neruda, rielaborati secondo la visione personale e affettiva del concetto.
La coreografia affronta come un semplice gesto quale l’abbraccio sia in realtà ricco di significati intrinseci.
Si può avere un abbraccio che porta pace, che crea sintonia, come ricerca di affetto, che da forza e sostegno, come ricerca dell’altro, come momento di riconciliazione per giungere all’atto finale del concedersi all’altro.
Analizzando i diversi significati che un abbraccio può assumere, anche secondo le differenze personali, il lavoro ha analizzato i diversi modi di abbracciare una persona assente, cercando di cogliere la parte affettiva del gesto in un’ottica universale e non come mero rapporto tre uomo e donna.

“Re-Garde”
di Francesco Colaleo e Maxime Freixas

“Re -Garde” è essenzialmente un lavoro coreografico che indaga sul senso della vista.
La ricerca si propone di utilizzare uno sguardo super potente che possa mettere in uno stato di totale imbarazzo e soggiogazione chi ne subisce il fascino e l’abuso. Lo sguardo è al servizio non solo degli interpreti, ma dello spazio e dell’intero ambiente. L’atmosfera oscura, pesante, oppressiva e tenebrosa ha come supporto la tematica dell’osservare e dell’essere osservati. Due danzatori, due uomini che si battono per l’affermazione del sé, che sono pronti a subire o ricevere, a dare o perdere, a essere manipolati, provocati, abbandonati…
Il gioco di luci sceniche consentirà agli spettatori di essere parte integrante della pièce, obbligandoli a osservare loro malgrado. Il lavoro sulla qualità di movimento è personale: utilizza la dimensione orizzontale, i concetti dinamici e fisici del partenering e del contact. Il corpo è controllato e vigile come lo sguardo, ma non rinuncia a godere di momenti di distensione e respiro. L’interpretazione indaga sul rapporto dialogico tra vittima/carnefice, osservatore/osservato. La proposta è di sensibilizzare il pubblico sulla cattiveria gratuita che l’osservazione può nutrire. Un ipotetico soggetto noir che può ammettere l’esistenza di un colore più gradevole, vicino al cuore e alla sfera dell’umana e carnale visione della vita in tempi moderni.
Drammaturgicamente il lavoro ha come fil rouge quello dell’osservazione e della vista in generale, ed è guidato dalle molteplici opere artistiche che ne hanno motivato la genesi. Tra le opere: William Bourguereau con il dipinto “Dante e Virgilio“, Antonio Caratenuto con la scultura “L’Osservatore Vesuviano“ e Hanneke Beaumont con le sue sculture “Connected-Disconnected“. Di grande stimolo è stato il cortometraggio “Un chien andalou“ di Luis Buñuel grazie al suo forte contenuto e al suo lato profondamente oscuro. Il progetto stimola riflessioni di carattere empirico e filosofico: nella fattispecie su un ipotetico potere di controllo della vista e su un suo condizionamento legato alla sfera delle relazioni sociali. Si desidera comunicare al pubblico una metodologia dell’osservazione, basata sulla prospettiva del punto di vista: sia esso positivo o negativo: più semplicemente comunicare quanto sia soggettivo il modo con il quale osserviamo il mondo e le persone che lo abitano. Non manca la dimensione innocente e pulita di uno sguardo che si posa sulle cose e che ironicamente sa divertirsi con la vita. Un’osservazione da fanciullo pascoliano, priva di qualsiasi condizionamento e libera di potersi esprimere.

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