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The Secret Garden @ Spazio Grisù · 30 luglio 2013 · ore 21.00

Concerto The Housemartins Paul Heaton 8th

Dove

The Secret Garden @ Spazio Grisù
via Poledrelli 21, Ferrara

Quando

da 30 luglio 2013 · ore 21.00

In attesa dell’unica data italiana della band britannica ecco l’intervista che Frank, proprietario del pub Il Molo ed organizzatore delle serate del Secret Garden, ha realizzato con Paul Heaton.

Ciao Paul chi erano gli Housemartins e perché quel nome?
Eravamo un gruppo di agitatori comunisti. Il nome è stato preso da Peter Tinniswood (autore preferito di Paul Heaton) che tendeva a usare la migrazione di questo uccello (il balestruccio) per segnare i passaggi delle stagioni.

Com’era la vita in Inghilterra negli anni ’80? 
Felice e piena di musica, ma ho vissuto in città a partire dal 1983.

Chi scoprì gli Housemartins e chi offrì loro un contratto? Ci puoi dire brevemente come accadde?
Un uomo di nome Bruce Craigie venne a vederci in un posto chiamato Hope and Anchor a Londra. A quei tempi lui lavorava alla Chrysalis Records, ma chiamò Andy Macdonald della “Go! Records” pensando che la sua etichetta sarebbe stata più adatta.

“London 0 Hull 4”, il vostro debutto, cosa significava per gli Housemartins?
Significava fottiti, da nord a sud.

Quindi, cos’era per te quel disco? 
La possibilità di dire la mia.

Ti piace ancora giocare a calcio? 
Ho giocato a calcio per tutta la mia vita dai 4 anni ai 40 anni. Ora sono “allenatore”.

Com’è cambiato il calcio e com’è cambiata l’Inghilterra? 
L’Inghilterra è cambiata nello stesso modo in cui è cambiato il calcio. Se la gente inglese potesse sentire le stesse negatività che sente per Carlos Tevez (attuale nuovo top-player della Juventus ) e trasferirle ai politici e ai banchieri noi potremmo assistere a una grande rivoluzione in questo paese.

Invece, cosa ti piace e cosa non ti piace di questo periodo?
Guarderemo a questo periodo come “L’età dell’idiota”. Ci si può sentire rispettati solo perché hai una grande macchina, una “bocca grande” e un paio di pantaloni costosi?

Poi venne “The People Who Grinned Themselves To Death”, un album vivace ma con  dei testi più profondi, ironici e romantici del precedente. Mi dici qualcosa su questo secondo e ultimo lavoro in studio?
I testi sono un po’ più complessi così come il tema delle canzoni. Questo secondo album ha più senso dell’umorismo rispetto al primo. Il titolo si basa sulla canzone, che è antimonarchica. Ho sentito che il mondo stava per cambiare.

Cosa successe dopo “The People Who grinned Themselves To Death”? 
Ci siamo separati.

Ti va di dirmi qualcosa di piacevole o non piacevole circa il vostro scioglimento?
Non c’è niente di bello o di brutto circa lo scioglimento degli Housemartins. Io e Stan Cullimore decidemmo che non appena avremmo raggiunto il 1987 ci saremmo fermati. E così facemmo.

Senza gli Housemartins come ti sei sentito? 
Mi sentivo benissimo. È stato pre-organizzato. Nel 1985 e nel 1986 sapevamo che il 1987 sarebbe stato l’anno dello scioglimento. Fu sorprendente il fatto che avemmo la il coraggio di farlo.

Cosa pensi adesso di quell’esperienza?
Penso che sia stata un’esperienza divertente e che abbia portato il sorriso su molti volti.

Avete mai pensato di tornare insieme e di riformare gli Housemartins?
Tu hai pensato a questo? No. Io non torno mai indietro. Tu sei solito chiamare la tua ex ragazza per chiederle di uscire di nuovo con te? Io sono felice nella mia attuale relazione musicale.

Adesso, invece, cosa fai nella tua vita privata? 
Spendo la mia vita privata con le mie tre figlie. Mi piace fare musica da solo e viaggiare.

Dio salvi la regina? 
Al diavolo la regina, la sua cazzo di famiglia e soprattutto tutti quei babbei che le danno sostegno.

Grazie per l’intervista e ci vediamo martedì al THE SECRET GARDEN.
Di niente! Assolutamente si.

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