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Camelot café · 19 settembre 2014 - 28 settembre 2014

*Back To School* Festival 19 – 21 e 27 Settembre

Dove

Camelot café

Quando

da 19 settembre 2014 · ore 19.00
a 28 settembre 2014 · ore 02.00

Info

Organizzatore:
Camelot café

*BACK TO SCHOOL* Festival
19 – 21 e 27 Settembre 2014
Camelot café | Via Bacchelli | Parco Urbano

Una tre giorni di concerti e djset per ritornare a scuola con il sorriso.. per chiudere l’estate.. per cominciare bene la nuova stagione..
Il concerto di Sabato 20 è stato spostato a Sabato 27…

*Venerdì 19*

LA MAISON Orchestra (Gipsy Underground Orchestra – Livorno) La Maison

NU BOHEMIEN (Acoustic Indie Punk – RO/FE) Nu Bohemien

FOR FOOD (Psychedelic Noise Punk – FE) For Food

> dalle 19 *Mrs.Kansas & S.Dro* djset

*Domenica 21*

GO KOALA (Elettro Indie Pop – FE) Go Koala

NI NA (Elettro Rock – FE) NI NA

> dalle 19 *Old School dj’s* Antonio Strike Antonio Dondi & Mr.K Soul Squad

*Sabato 27*

REDWORM’S FARM (Nervous Post Rock – Padova) redwormsfarm

THEE MUTANDAS (Alt Punk – FE) Thee Mutandas

DOCTORS IN MEXICO (Instrumental Rock Duo – FE) Doctors In Mexico

> dalle 19 *No Yeah! * djset NO YEAH! indie dancefloor

inizio concerti ore 21.45
ingresso gratuito

| Associazione NENNEBAU | Camelot Cafè | PATCHANKA |

info band

LA MAISON orchestra

Il campionario musicale dei La Maison ha una sensibilità quasi mitteleuropea fatta di melodie malinconiche, ritmiche indiavolate, archi struggenti e atmosfere decadenti che sfociano in ballate a volte picaresche e a volte funeree, echi da cabaret, bozzetti grotteschi, marce e marcette. Lo spettacolo acustico, viscerale e quasi sessuale, non mancherà di entusiasmarvi, di coinvolgervi. Potete staccare la spina al DJ e zittirlo…non staccate la spina a La Maison: vi sommergeranno con la loro potenza!

NU BOHEMIEN

Nu Bohemien sono tre ventenni del basso Veneto.
Si definiscono un trio punk acustico. Ma non solo.
“La Consuetudine Del Sentito Dire”, il loro primo disco e prodotto all’NHQ da Manuele “Max Stirner Fusaroli (Management Del Dolore Post-Operatorio, The Zen Circus, Le Luci Della Centrale Elettrica, Nobraino, Sikitikis, Criminal Jockers, Nada ecc…) vede tra gli ospiti: Andrea Appino (The Zen Circus), Matteo Dainese (Il Cane), Ceskova Midori (RestlessYellowFlowers).

FOR FOOD

Da Recensione Rock.it… “Dei For Food ve ne avevamo già parlato bene quando era approdato qui da noi con il primo Ep “Snow”, più di due anni fa. Quel pop psichedelico, sporcato e imbottito di potenti iniezioni punk non si è per nulla addolcito nel corso di questi anni ed ora si riversa a fiotti, distribuendosi con intelligenza, su ognuna delle 8 tracce che compongono “Don’t Believe in Time”.Stridenti come la brevissima traccia d’apertura, che quasi lacera i timpani (attenzione al volume, quando farete partire l’ascolto – vi consiglio) ma che scuote con energia il sonno delle menti, i For Food sono capaci di metamorfosarsi sotto le luci della città (“City Lights”) capovolgendo ritmi ed atmosfere all’interno dello stesso pezzo per un complessivo sali-scendi a velocità alternata. Belli, avvolgenti, affascinanti: distorti e con la batteria fissa su cassa e timpani accompagnata dalle due voci maschili e quella femminile che si intrecciano e si sovrappongono senza risparmiarsi sospiri e riprese di fiato, o risate (“Love, sex&drugs”). Non ci sono vuoti in un questo disco, non ci sono momenti in cui pensare cosa stai ascoltando, perché gli input non finiscono mai. Eredi del migliore noise/post punk degli anni a cavallo tra gli 80 e i 90, si elevano per la capacità di sperimentare (come l’inizio folk, quasi tex-mex di “Le petite mort”) che li fa sembrare simili a molti ma uguali a nessuno. Chi si ricorda dei primi liveshows dei Jesus and Mary Chain? All’inizio poco pubblico, ma esageratamente coinvolto. Ecco, questo gruppo si meriterebbe successo del genere. Un lavoro che si spinge oltre, tanto in là quanto è giusto andare per allontanarsi dalla mediocrità.”

REDWORM’S FARM

Due chitarre, una batteria. Cane Gorilla e Serpente. Vengono da Padova e sono un gruppo atipico. Atipico perché senza nessuna distribuzione alle spalle hanno stampato due cd esaurendoli solo grazie ai propri concerti. Atipico perché senza una grossa agenzia che lavori per loro, hanno suonato in tutt’Italia ma non solo, in piccoli posti o di fronte a 3.000 persone. Atipico perché al posto di scrivere auto-presentazioni che spesso suonano di gran lunga più interessanti della musica del gruppo che le scrive, preferiscono sudare e gridare assieme ai propri strumenti. Atipici dunque perché sanno bene cosa conta e cosa no, per suonare buona musica. Dal vivo sono uno dei migliori gruppi che potreste avere la fortuna di incontrare oggi in Italia. Vederli suonare live significa non scordarsi più il loro nome. Il loro è un impatto che non concede respiro, in bilico tra post-punk e noise, tra ritmiche washingtoniane che ti obbligano a sollevare i piedi da terra e chitarre taglienti alla Sonic Youth che incidono in profondità, mentre melodie e cori trascinanti rendono tutto ancora più attraente e coinvolgente.

THEE MUTANDAS

Thee Mutandas non sono intonati. Non sono nemmeno dei grandi musicisti. Ma si credono talmente fighi da andare in giro senza braghe. John Jameson e James Johnson vanno presi sul serio perché sono punk. forse. orecchio.

DOCTORS IN MEXICO

Sono in due. Ferraresi. Chitarra e batteria. Nessun cantante. Ma è come se ci fosse.

GO KOALA

Band elettronica indiepop.
Scivono così nella loro biografia.. “Go koala è un progetto musicale che usa l’elettronica perché nessun componente del gruppo è in grado di suonare bene la chitarra. Nessuna band è dovuta morire affinché dalle proprie ceneri nascesse questo progetto. Il suonare assieme è stata una scelta consapevole fatta nella prima decade di questo millennio. Siamo amici, e abitiamo tutti nei pressi di Ferrara. Le canzoni proposte sono semplici, con pochi accordi. Le canta Mauro Pulga. Abbiamo usato il computer perché Luca Selvaggio sapeva usare bene i programmi musicali. Abbiamo suonato qualche synth perché Zena ce li ha e non usarli sarebbe stato brutto. Mauro ha un fratello che si chiama Andrea e suona il basso. Indovinate chi è il bassista? Cristina Mari suona qualche pezzo di una batteria perché a noi piace un sacco il suo atteggiamento punk, e non volevamo menate del tipo “fate musica finta”. La musica che facciamo vogliamo che sia come questa presentazione: sincera. Le storie che raccontiamo non sono autobiografiche né tantomeno ciniche. Sono storie a disposizione di chi le ascolta, pronte per essere condivise. Ci piacciono tanto le marimbe e gli xilofoni. Ma anche i bassi distorti e le batterie effettate. Non dovremmo avere effetti collaterali. Non consumateci in piccole dosi. Non siamo da tenere lontano dalla portata dei bambini. A noi stanno un sacco simpatici.”

NI NA

NI NA è un duo elettro-rock fondato nel 2013 da Giacomo Tebaldi e Luca Rizzo dopo un lungo periodo d’incubazione. Per molti anni i due frequentano la new wave della cultura italiana underground dividendo il palco con prestigiosi artisti del movimento e sfruttando l’esperienza accumulata decidono di intraprendere un nuovo progetto dal sound fresco e tagliente. La scelta del nome cade quasi per caso, durante una conversazione tra amici, cercando di definire la loro musica: un genere nuovo (New Idea) e sfacciatamente astratto (No Artist).

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