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Cloister – Galleria d’arte · 7 giugno 2016 - 3 luglio 2016

Cloister ospita “La Mia Marilyn.”

la mia mariliyn

Dove

Cloister – Galleria d’arte
Corso Porta Reno 45, Ferrara

Quando

da 7 giugno 2016 · ore 05.00
a 3 luglio 2016

CLOISTER Galleria d’Arte ospita la mostra personale di PAOLO VOLTA che si terrà martedì 7 giugno 2016 alle ore 18:30. Sino al 2 luglio. Introduzione alla mostra a cura di Gianni Cerioli.

Paolo Volta diplomato all’Istituto d’Arte “Dosso Dossi” di Ferrara ha frequentato il corso di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna, si è poi dedicato all’attività di grafico nel campo della progettazione architettonica . Dal 2000 è direttore artistico della Galleria del Carbone di Ferrara. Da “Le stanze dell’arte ferrarese” per la Nuova Ferrara Paolo Volta di Andrea Samaritani Le tele accatastate sono tante, appoggiate per terra e impilate sugli scaffali. Non c’è un ordine apparente. Non ci sono poltrone o sedute comode. Quella di Paolo Volta non è una stanza d’arte arredata per essere visitata, è uno studio che risponde alla impellente necessità di dipingere quando arriva l’ispirazione, forte come un vortice, irrefrenabile come un uragano. Lo studio è l’ultima stanza che mi ha fatto vedere, e solo al termine del nostro incontro, perché è uno spazio intimo e estremamente funzionale solo alla pittura. E basta. “Vengo qui quando sento l’urgenza di dipingere, deve essere tutto pronto, non mi interessa che le cose siano a posto, mi interessa che i colori, i pennelli e la tela ci siano. Punto”, mi dice Paolo. E’ qui che prendono corpo e colore le sue visioni di case, abitazioni, musei e castelli, che si fa fatica a identificare, perché sono sghembi, scorciati, deformati. Facciate di case trasfigurate, ma fortemente umanizzate. “Nei miei quadri c’è l’amore per Ferrara, per le sue case, i suoi palazzi, solo che io le identifico con le persone. Mi innamoro di edifici che vedo girando in bicicletta per la città, mi soffermo sui segni delle famiglie che ci hanno abitato, a mio modo sento le voci di chi ci ha abitato. Certi territori parlano a chi è in grado di vedere e capire”, mi racconta Paolo. Il suo inizio pittorico era rivolto alla archeologia industriale, alle fabbriche dismesse, simili alla raffineria costruita [sul modello delle fabbriche tedesche] dove aveva lavorato nonno Raffaele. Poi sono stati i fienili ad attrarlo, per “la loro instabilità, il fascino dei molti fienili che oggi non ci sono più. Suggestivi al punto che mi fanno dire: “la mia Marilyn è un Fienile!”.[…] Noi ormai siamo come stranieri osservatori di una architettura della quale non conosciamo i “rapporti aulici”.

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