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MuseoNazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah · 21 maggio 2017 · ore 15.00

21 MAGGIO: DA EX CARCERE A MUSEO, IL MEIS SI RACCONTA

Dove

MuseoNazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah
Via Piangipane, 81, Ferrara

Quando

da 21 maggio 2017 · ore 15.00

Passato, presente e futuro del Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah sono al centro dell’iniziativa, a ingresso gratuito, in programma al MEIS nel pomeriggio di domenica 21 maggio, in occasione della Giornata internazionale dei musei.
Promossa da ICOM, la Giornata è quest’anno dedicata al tema “Musei e storie controverse: raccontare l’indicibile nei musei”. E il Museo di Via Piangipane 81, a Ferrara, ha scelto di declinare l’argomento aprendosi al pubblico per un duplice appuntamento, dal titolo “Trasformare un carcere in un museo”. Dalle 15.00 alle 16.15, i visitatori, muniti di scarpe basse e comode, potranno percorrere il cantiere del MEIS sotto la guida del Segretariato regionale del MiBACT per l’Emilia-Romagna.
Alle 17.00, nel Giardino del Museo, Sharon Reichel, curatore del MEIS, coordina il dialogo sullo storico edificio tra Anna Maria Quarzi, Presidente dell’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara – ISCO, Carla Di Francesco, Responsabile del progetto del Museo, e Roberta Fusari, Assessore all’Urbanistica del Comune di Ferrara.
La Presidente di ISCO si sofferma sulla reclusione nell’ex carcere di Via Piangipane di alcune figure emblematiche di antifascisti – ebrei e dissidenti politici – dagli anni Trenta in avanti: dalla maestra Alda Costa al gelataio comunista Gigetto, dal magistrato del re Pasquale Colagrande, che venne fucilato davanti al muretto del Castello Estense all’alba del 15 novembre, all’avvocato Ugo Teglio, cui toccò la stessa tragica sorte, dal giovanissimo Corrado Israel De Benedetti, che riuscì a salvarsi, fino a Giorgio e Matilde Bassani.
L’intervento di Carla Di Francesco verte, invece, sulle attività di recupero e restauro in corso al MEIS dove, attraverso un cambio d‘uso radicale, il preesistente penitenziario viene adattato a una nuova funzione e identità. Un lavoro complesso, giocato sulla dinamica tra “chiuso” e “aperto”, in cui una logica di reclusione totale viene soppiantata dalla massima disponibilità verso il visitatore, con un impatto anche sulla distribuzione delle stanze: le celle, ad esempio, sono state unite per gruppi in modo da ricavare ambienti adeguati alle esposizioni e a un impiego museale pubblico, nei quali le persone possano muoversi liberamente.
Del Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie, che coinvolge anche il MEIS, parla l’Assessore Fusari, precisando come la rigenerazione avviata dal Comune di Ferrara miri a integrarsi con il progetto del Museo e a sviluppare l’offerta di nuovi spazi turistico-culturali.

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