Il tempo in cui noi ci laviamo i denti e buttiamo giù la pasta Lucien Moreau ha già sfornato un nuovo progetto sperimentale come una massaia degli anni cinquanta sfornava le torte. Musicista, compositore, scrittore, pianista, violoncellista, Moreau è uno di quegli artisti da tenere d’occhio. Il suo ultimo lavoro, Moloch, con Gianni Venturi, quindici tracce potenti e fuori dal comune, sta attirando l’attenzione delle orecchie più esigenti, soprattutto all’estero.

Abbiamo voglia di conoscerlo meglio e non si può più rimandare. Gli abbiamo chiesto qual è la musica giusta per scacciare gli incubi e quella che ti consuma come i denti a furia di lavarli.

Ecco cosa ci ha raccontato.

  1. La tua canzone scaccia incubi

“What Else Is There” – perché la voce di Karin Elisabeth Dreijer Andersson (aka Fever Ray) è in grado di scacciare qualsiasi incubo e trasformare la notte in giorno.

  1. La musica giusta per dar forma al disordine dell’esperienza

“Giorgio By Moroder” – perché l’esperienza di Giorgio Moroder nell’elettronica della prima avanguardia non ha paragone e lo stile dei Daft Punk fa da ponte per ciò che viene dopo: fusione di classica e contemporanea, unificazione, estatico disordine della simmetria. 

  1. La canzone che ti calzi bene in testa come un berretto d’inverno

“Lonely Soul” – perché calza più di un berretto, perché è la testa che calza se stessa, perché dalla testa penetra nel profondo e attraversa ogni molecola fino a trasformare l’inverno del corpo in estate gravida di poesia. Perché i nove minuti di video approdano a tutto senza approdare a nulla.

  1. La canzone per perdersi nel labirinto

“Monument” – perché la voce di Robyn e la musica dei Röyksopp sono fisica quantistica applicata al suono. E sono capaci di portare il tuo sguardo verso labirinti di altri universi.

  1. Il pezzo che ti fa pensare tra tutti i giorni in cui potevi partire perché proprio il lunedì

“Remind Me” – perché il lunedì gli umani si svegliano presto e muovono in massa le loro membra verso gli uffici. Il brano parla chiaro. Il video anche. Lunedì è, per eccellenza, il giorno migliore per partire. Oppure per rimanere sotto le coperte e far finta che il mondo non esista.

  1. La canzone per esprimere una sensualità gioiosa e noncurante

“HE^RT” – perché il cuore del buio cosmico risiede nella luce stellare. Non c’è migliore sensualità di quella in un raggio di sole. E Starcadian è in grado di ricongiungermi con il decennio di origine della mia attuale esistenza su questo pianeta.

  1. La musica che ti ha costretto a cambiare

“Another World” – perché i Chemical Brothers spingono la dimensione del suono molto oltre la soglia di ciò che avrei mai immaginato mi sarebbe piaciuto fare. Perciò ora lo faccio.

  1. Il pezzo per disinnescare quel piccolo spazio vuoto che ti entra dentro come nebbia che sale

“april.#19” – peché racconta una poesia effimera e sottile che solo gli orientali sanno vedere. Vuoto che significa pieno. Nullo mai abbastanza per essere nullo davvero. E in questo caso non è nebbia che sale, ma petali di silenzio. Non vi è nulla da disinnescare, alla fine, ma tanto da comprendere.

  1. La canzone che a furia di ascoltarla ti consuma come i denti a forza di strofinarli

“Come Undone” – perché ti consuma dal dentro al fuori. Perché lo strofinio dell’anima è più logorante di quello dei denti. E l’elettronica di Trentemøller è un tuffo nel minimalismo dark.

  1. La canzone per rimettere i respiri nell’ordine giusto

“The Silicone Veil” – perché ci vuole un atto di forza per rimettere i respiri nell’ordine giusto. Oppure, un atto di bellezza assoluta. E questo brano li rappresenta entrambi.

Chi è Lucien Moreau? Per scoprirlo puoi ascoltare qualche brano da Soundcloud oppure alla prima live performance di MOLOCH, domenica 24 aprile al Circolo Bolognesi: http://www.listonemag.it/evento/sundayoff-moloch/

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