Dove c’è gatto c’è clic.

Alzi la mano chi non passa almeno un minuto al giorno a scorrere link di gatti con la felpa che suonano la tastiera e gattini con il broncio alle prese con una banana. D’altra parte milioni di antichi Egizi non possono sbagliarsi. Ma è di quelli offline che è facile dimenticarsi. Siamo andati a trovarne alcuni al Gattile Comunale di Ferrara.

Ci lasciamo il CUS alle spalle e imbocchiamo una stradina polverosa piena di buche. La macchina avanza a sobbalzi tra tralicci della luce e fossati di campagna. Parcheggiamo sotto mille occhi curiosi e baffi pieni di sonno. Sono decine. Belli, spelacchiati, timidi, spavaldi. Stanno tutti aspettando. Qualcuno che li porti via, un divano su cui stiracchiarsi la sera e una pancia su cui prendere la rincorsa per la sveglia del mattino.

A darci il benvenuto è Euro, gattone nero dal carattere particolare, intento nelle pulizie di fino e Maurizia Zappaterra, presidentessa dell’Associazione A Coda Alta, intenta a sistemare gli oggetti in vendita per il Mercatino di beneficienza.

Maurizia, da quanto tempo l’Associazione ha in gestione il gattile?

Abbiamo vinto il bando comunale per la gestione dello spazio il 1 giugno 2013. Collaboravamo con il gattile anche prima occupandoci, tra le altre cose, dello stallo dei cuccioli, per evitare il sovraffollamento. L’associazione A Coda Alta è nata nel 2009.

Quanti gatti entrano all’anno?

L’anno scorso abbiamo accolto 445 gatti nuovi. Tra questi c’erano adulti, cuccioli trovati, cessioni di proprietà e malati di colonia. Siamo riusciti a farne adottare 335, tra cui 153 adulti e 202 cuccioli.

Gli abbandoni sono aumentati?

Sì, per via della crisi. Conosco persone in difficoltà economica che hanno perso il lavoro e non sanno come dare da mangiare ai gatti. A volte ce li abbandonano qui di fronte, nel migliore dei casi.

Salutiamo Maurizia ed Euro ed entriamo all’interno. Paola, vicepresidentessa e tecnico di Neurologia, ci fa gli onori di casa. Ci sono sei stanze riservate ai gatti, collegate con una finestra al cortile esterno-recintato, una cucina e un ambulatorio veterinario. Alcuni gatti sono liberi di gironzolare, come il famoso gatto dei Kiss, la versione felina di Gene Simmons. Ogni stanza è dedicata a una diversa tipologia di gatto: c’è quella per i teenager, per i gatti malati di colonia, per i FIV e gli adulti sani. Al momento la più affollata sembra quella degli adolescenti. Al davanzale della finestra una decina di gatti nerissimi si sdraiano accanto ad una gattina rossa dallo sguardo triste. È proprio vero che i gatti neri sono i meno richiesti.

Paola, chi lavora al gattile?

Abbiamo tre dipendenti part-time, gli altri sono tutti volontari. Fare volontariato qui potrebbe voler dire anche solo giocare con i gatti, recuperare l’approccio di un gatto schivo per renderlo adottabile.

Quanti gatti ci sono al momento?

Ora ne abbiamo una cinquantina. La capienza sarebbe ottanta, secondo i criteri dell’ASL. Da aprile arrivano però una valanga di cuccioli, sono i primi abbandoni.

Foto di Giulia Paratelli

Sono molti i randagi sul territorio?

Ci sono 500 colonie feline sul territorio di Ferrara, frazioni comprese. Va detto che anche un solo gatto è considerato una colonia. Per i cani è diverso. I cani randagi vengono recuperati tutti, mentre per il gatto non c’è l’obbligo. Il soccorso di animali è competenza del canile ma certo anche noi interveniamo se possiamo.

Di che fondi potete disporre?

Il comune ci dà un sussidio a rimborso di fattura, ma avremmo bisogno di qualcosa in più. I soldi non bastano a coprire le spese per il cibo, le medicine, i veterinari, le sterilizzazioni dei gatti di colonia e le operazioni chirurgiche. Gli ultimi gatti che hanno avuto bisogno di cure urgenti sono stati due gatti incidentati, Diego e Scarlett, e abbiamo speso ottocento euro solo per salvare Diego. Ogni settimana sterilizziamo tra i cinque e i dieci gatti delle colonie, e i costi sono a nostro carico. Possiamo contare sulle donazioni libere e sui guadagni del Mercatino ma avremmo bisogno di un aiuto più sostanzioso.

Qualche precisazione per chi non è dell’ambiente: cosa sono gli stalli? E le balie?

Offrire stallo a un gatto significa ospitarlo a casa propria per un periodo di tempo determinato, di solito si tratta di gatti anziani o malati che hanno bisogno di una dieta particolare. Le balie sono volontari che si offrono di accudire e allattare i cuccioli a casa propria. Qui ne arrivano tantissimi e non c’è abbastanza spazio per accoglierli tutti.

La stanza in fondo al corridoio è quella dei gatti FIV, le adozioni più difficili. Tutti abbiamo paura dei virus. Ma quello dei FIV è contagioso solo per altri gatti e anche nel caso di contatti frequenti tra felini, il contagio è abbastanza improbabile. Un gatto positivo è un gatto con le difese immunitarie molto basse. A prima vista nessun gatto FIV sembra stare male. A spiccare sono Nonno Spal, un tigrato di quattordici anni, Ettore, che ci accompagna in giardino a fare due scatti, Il gatto Silvestro e David, il gatto bianco con gli occhi bicolore alla David Bowie.

Gestire un gattile non è facile: bisogna offrire un riparo sicuro ai gatti abbandonati, ricoverare i gatti investiti e svezzare le cucciolate orfane. E bisogna rimboccarsi le maniche. Come Silvia e Katia, due volontarie della casa dei gatti.

Silvia, chi sono i visitatori abituali del gattile?

Di solito sono di due tipi: coppie giovani, anche con bambini, o signore di cinquanta, sessant’anni a cui è morto il gatto anziano.

So che a volte dite dei no, è vero?

E’ vero, ad alcuni neghiamo l’adozione. Non diamo cuccioli a persone molto anziane con figli o nipoti che non sono intenzionati ad occuparsene e preferiamo non dare gatti troppo vivaci ai bambini, sarebbero inadatti. Se ne sentono di tutti i colori comunque, come la ragazza che viene per “fare un regalo ad un’amica”. Non ci possono essere sorprese, il gatto non è un giocattolo, l’adottante in persona deve venire qui a dire sì, so che sto per ricevere un gatto.

Com’è la giornata tipo di un volontario?

La prima cosa da fare è dar da mangiare ai gatti liberi che vogliono uno spuntino. Poi bisogna raccogliere le ciotole da lavare, pulire le lettiere, cambiare le coperte, fare le lavatrici, dare le pappe, somministrare le terapie giornaliere, come pastiglie o collirio. Per le cure più impegnative viene la veterinaria due volte la settimana e il veterinario dell’ASL per le sterilizzazioni il mercoledì mattina.

Usciamo dall’ultima stanza. Una gattina nera a cui manca una zampa segue con attenzione ogni nostro passo mentre Checco, il gatto a cui è morto il padrone, ci guarda guardingo dalla cuccia. I gatti di via Gramicia aspettano con fiducia. Certo, un gatto non è per tutti. Ma una casa senza un gatto è solo una casa.

 

Via Gramicia 118, Ferrara
Orari di apertura: tutti i giorni, domenica compresa:
dalle 8,30 alle 12,30 e dalle 16 alle 18 (orario estivo, da fine marzo al 25 ottobre);
dalle 8,30 alle 12,30 e dalle 14 alle 16 (orario invernale, dal 26 ottobre a fine marzo).
Mercatino: Grotte del Cinema Boldini fino al 3 aprile.
Numero di telefono 328 8879870 (dalle 17 alle 20)
info@associazioneacodaalta.it

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