di Fabio Frabetti

Un nome e un volto sconosciuto ai più, ma basta dare una rapida occhiata alla biografia per capirne lo spessore artistico e mediatico fuori dall’Italia. Bruno Tonioli nasce a Ferrara nel 1955, la passione per la danza lo porta a diventare prima ballerino, poi coreografo e, infine, personaggio televisivo amato dal pubblico britannico e statunitense per la sua personalità istrionica ed esuberante. Elton John, Tina Turner, the Rolling Stones, Sting, Freddie Mercury, Boy George, Duran Duran, Michael Jackson, Paul McCartney. Sono solo alcuni degli artisti che si sono affidati alle coreografie di Bruno. Una lista di collaborazioni che parla da sola.

Se al talento e alla carriera di successi unisci una verve esilarante, il risultato è un perfetto giudice per un talent show televisivo. Bruno Tonioli è infatti noto al grande pubblico anglosassone per il suo ruolo di giurato in Strictly Come Dancing sulla BBC e nell’adattamento USA Dancing With the Stars sulla ABC. Lo stesso format esportato anche in Italia con il nome Ballando con le Stelle. L’elenco delle sue attività professionali, però, è ancora lunghissimo. Per rendere giustizia al suo apporto al mondo dello spettacolo tra cinema, tv, teatro, musical e videoclip servirebbe molto più spazio.

La domanda sorge spontanea: perchè una personalità di questo spessore, eretto al ruolo di portabandiera del Made in Italy all’estero, non è celebre in patria?

La sua pagina Wikipedia, tanto per fare un esempio, non ha una versione italiana. Ferrara e l’Italia intera sembra abbiano ignorato l’esistenza di Bruno Tonioli. Ma facciamo un passo indietro.

Bruno nasce il 25 novembre del 1955 da Werther e Fulvia Tonioli, rispettivamente autista di autobus e sarta. Una tipica famiglia ferrarese di origini contadine e dalle modeste possibilità economiche. E proprio come le tipiche famiglie ferraresi di origini contadine, i genitori volevano un futuro migliore per il figlio, sperando di vederlo trovare lavoro in banca. Nelle sue interviste e nell’autobiografia My Story (Headline, 2012), Bruno racconta di aver passato l’infanzia e l’adolescenza a difenere con ostinazione il proprio grande sogno: la danza.


Ben presto capì quali fossero le sue aspirazioni, in forte contrasto con le passioni e le abitudini dei suoi coetanei. Mentre gli altri ragazzini impazzivano per il calcio, Bruno si appassionava di musical. Non serve ricorrere a Billy Elliot per immaginarsi la situazione, la Ferrara dei primi anni ’70 probabilmente non era ancora pronta a una storia come questa.

Oltre a ballare e combattere per i proprio sogni, Bruno era anche impegnato nel difendersi dai bulli. La sua omosessualità nella small Catholic town in the north eastern Italy (trad: piccolo paese cattolico nel nord-est italiano) -come il Mirror definisce Ferrara- era il motivo di numerose aggressoni. Nello stessa intervista, Bruno racconta di aver superato con lo humour questo tipo di attacchi, forte del carisma che lo avrebbe portato a divenire una vera e propria star internazionale. Dal 1972 Bruno studia danza classica a Roma, per poi lasciare definitivamente l’Italia due anni più tardi: appena diciottenne ottiene un lavoro come ballerino nella compagnia parigina La Grande Eugène. In seguito si trasferirà a Londra raggiungendo i traguardi che sognava fin dall’infanzia.

Nonostante le origini umili e gli attacchi omofobi, Bruno conserva un bel ricordo di Ferrara, dichiarando in più occasioni quanto un ambiente working class abbia saputo trasmettergli i valori che lo hanno accompagnato durante tutta la carriera.

Ferrara, si sa, è una terra ricca di storie. Per non scomodare Savonarola e tutti i grandi maestri classici a cui questa terra ha dato i natali, mi piace pensare che mentre Bruno Tonioli dirigeva le coreografie per le più grandi star della musica mondiale, Carlo Rambaldi a Hollywood vinceva 3 Oscar. Allora perchè quando ci chiediamo chi sono i ferraresi celebri, il primo nome che ci salta in mente è sempre quello di Vittorio Sgarbi?

3 Commenti

  1. Feliciano C. scrive:

    Beh…Gentile Frabetti Fabio, pur apprezzando il suo articolo, devo necessariamente contraddire il suo finale.
    Per tanto mi possa sforzare , non riesco ad inserire nella mia lista mentale il nome di Sgarbi tra i ferraresi celebri .Sarà un mio limite,non intendo discuterne,ma non “entra” proprio …neppure a “volercelo spingere”.
    Sarà che Boldini,Bassani ,Antonioni,Biagio Rossetti,Vancini,Tibertelli (noto con il nome di De Pisis) hanno occupato quasi tutto lo spazio a disposizione.
    Ma se dovessi, per necessità estrema, riconvocare alla mente altre Pregevoli Figure … non se ne abbia per male se le mie scelte dovessero ricadere su Savonuzzi prima e Balbo poi , senza entrare nel merito del contesto storico ( bene precisarlo,non condivido ideologie et similia) nel quale i due illustri personaggi hanno espresso il loro valore ( Architettonico e Pionieristico ).
    Riassumendo…dispiace per il Prof.Sgarbi e il bravo Coreografo Tonioli, ma allo stato attuale dei fatti, e volendomi soffermare sulle appariscenti immagini dell’interessante articolo,mi sovviene di concludere all’americana : « sold out in my mind »
    Saluti

  2. klaus scrive:

    Caro Frabetti, a me per es. se devo dire un nome di un Ferrarese celebre penso subito a Adamo Boari, sarà perchè amo il Messico.

  3. Andrea scrive:

    Questo personaggio è si famoso in Gran Bretagna, ma se torna al paesiello in Italia non se lo fila nemmeno il suo gatto..In oltre sembra leggermente arrogante. Forse si è dimenticato che è nato in mezzo ai campi e non a Londra. .

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