(L’articolo è stato scritto dai ragazzi del Liceo Scientifico Roiti: Giulia Bozzolani, Marcello Bramante, Francesco Piccoli e Rossella Reale, nell’ambito del progetto Backup di una Piazza http://www.listonemag.it/backup)

 

Nonostante una stagione dal clima incerto è ormai agosto e le giornate iniziano a farsi calde come l’estate dovrebbe giustamente essere. Passeggiando per le strade di Ferrara non di rado si incontrano grandi e piccini con un enorme gelato in mano: il centro storico è pieno di bar e gelaterie pronte a soddisfare anche i gusti più strani dei propri clienti.

Ma una domanda vecchia come Ferrara stessa circola da tantissimi anni; già a suo tempo il duca Borso d’Este era travagliato da questo dilemma: quale tra le tante gelaterie affacciate sulla piazza può meglio soddisfare i fini palati degli abitanti ferraresi?

Per risolvere il quesito un pomeriggio di maggio un gruppo di ragazzi si è ritrovato sul listone e ha deciso di fare una rassegna di tutte queste gelaterie, di degustare e di giudicare le specialità di ciascuna.

I ragazzi sono partiti da Rivareno Gelato, situato all’inizio di via Mazzini di fronte all’Ibs Bookstore, per informarsi sui gusti più sfiziosi. La titolare ha risposto dandogli una coppetta con gusti Estense, cioè mascarpone con pezzetti di tenerina, e Contessa, cioè crema con amaretti.

Il gelato è stato giudicato «molto cremoso» e soprattutto il gusto Estense «intenso e sicuramente poco dietetico, ma dal sapore delicato».

«E’ capitato che i turisti stranieri mi chiedessero un cono al gorgonzola, oppure alla zucca – raccontava la donna. I tedeschi vanno matti per il gusto all’aceto balsamico».

Dopo la prima e piacevole mangiata, i ragazzi hanno cominciato a chiedere qualcosa di più e hanno scoperto che i gelati vengono prodotti senza coloranti e che la maggior parte delle ricette provengono da Bologna. Sul tema dei gelati senza glutine o di soia i responsabili hanno precisato che non venivano fatti data la scarsa richiesta dei clienti, «se se ne vende poco per forza di cose il prodotto nelle vaschette non è più fresco».

Salutato il personale il gruppo si è recato alla gelateria GROM, che si trova quasi di fianco a Rivareno Gelato. I gelatai hanno consigliato «il gusto numero uno di sempre, il pistacchio, e il gusto del mese, cioè cheesecake ai lamponi con ricotta di pecora». Al momento dell’assaggio i ragazzi hanno subito notato l’intenso sapore del pistacchio e sono rimasti estasiati di fronte alla cheescake; il suo gusto era forte ma allo stesso tempo delicato, si scioglieva in bocca, una vera e propria delizia per il palato; e notizia delle notizie tutti i gusti di Grom sono senza glutine. «Una volta un ubriaco ci chiese una coppetta gusto vodka”, ha ricordato la commessa.

Foto di Lucia Ligniti

Usciti dal locale il gruppo si è messo a girare per il listone in cerca di nuove mete, quando gli è venuto in mente di visitare la Bottega del cioccolato, che nasce come cioccolateria ma che può comunque riservare delle sorprese. Si trova all’inizio di via San Romano, di fronte alla simpatica bancarella delle magliette comiche.

All’entrata della bottega un fortissimo odore di cioccolato ha invaso i loro sensi. Alla richiesta di assaggiare un gelato la commessa ha preferito proporre una cosa che in pochi locali servono, una cosa più unica che rara: la granita al cioccolato. Era fresca, gustosa e dolcissima, niente a che fare con le scialbe granite di sciroppo alla frutta che si trovano in certi luoghi. Per concludere al meglio questa deviazione cioccolatosa è stata fatta loro provare la crema alla gianduia e il burro di cacao puro, serviti entrambi in cucchiai di legno. Il loro sapore era sublime e avvolgente, il legno dei cucchiai conferiva un particolare retrogusto.

Dopo aver ringraziato il gruppo è uscito e, mentre si stava incamminando, ha notato che di fronte alla Bottega del Cioccolato c’era un altro locale a tutti sconosciuto, che pareva una gelateria, ma anche una cioccolateria. Il luogo si chiama Cioccolati F&R, aveva aperto molto di recente. Il cioccolato era di alta qualità, ce n’era di tutti i tipi e provenienze, ma anche il gelato non era niente male. Ai ragazzi è stato dato un cono “sporcato” di cioccolato fuso – assolutamente suggestiva la fontana dalla quale scendeva -, ai gusti fondente e crema chantilly con noci pecan. Il sapore era molto forte e la crema era morbida e gustosa, con le noci che le conferivano consistenza e un sapore in più.

La compagnia ha fatto poi una pausa per riprendersi dall’abbuffata. Quale modo migliore per riposarsi che discutere con un barbone riguardo chi sia arrivato per primo in un ottimo posticino all’ombra davanti al Mc Donalds?

Conclusa la discussione il gruppo si è recato da Primo Frutto, situata all’inizio di corso Porta Reno, considerata dall’infallibile TripAdvisor una delle migliori gelaterie del listone. L’atmosfera del locale era accogliente e tranquilla. Chiedendo qualche aneddoto riguardo la gelateria, ecco che una simpatica signora e un ragazzone, i gestori del luogo, hanno cominciato a raccontare per filo e per segno le origini della loro attività, i gusti più ricercati e le novità 2014: «tutto è nato 35 anni fa, quando la nostra famiglia proveniente dal Piemonte è giunta a Ferrara per commerciare frutta, creando così una propria azienda che poi con il passare degli anni ha cominciato a dedicarsi alla produzione di gelati senza glutine, fino all’apertura della gelateria nel 2013. Tuttora i nostri gelati vengono prodotti utilizzando una tecnica degli anni Sessanta, con dei particolari macchinari che aumentano la cremosità e rendono il prodotto leggero e genuino». I gestori hanno ricordato ridendo quando per servire due greci riuscirono a farsi capire parlando in rodigino. Hanno poi mostrato al gruppo alcune innovazioni, molte introdotte proprio da loro, come per esempio la «pratica ed economica vaschetta sferica da 300 grammi». Al momento fatidico dell’assaggio i ragazzi hanno potuto constatare che TripAdvisor aveva ragione: il sapore di ogni gusto era sensazionale; la crema antica con aggiunta di vaniglia e limone sublime, il pistacchio intenso, il cioccolato fondente con moncherié dolcissimo, i gusti alla frutta divini.

Ringraziati i gestori per quella avventura piemontese, il gruppo si è poi ritrovato di fronte al Duomo, nel luogo della tradizione estense per eccellenza: il Leon d’Oro. Lì i gusti sono per la maggior parte derivati dalla gastronomia tipica ferrarese, perciò le scelte più ovvie sono state il pampepato e la ciambella. Il sapore dei dolci era ancora molto riconoscibile e gustoso. Per curiosità è stato scelto poi un gusto molto particolare, yogurt con miele e polline, che si è rivelato una squisitezza.

Dopo quest’ultimo assaggio gli stomaci erano pieni e l’animo stanco, perciò il gruppo ha deciso di dividersi per provare le ultime due gelaterie.

Una parte è andata verso il bar Centro Storico, che non ha rilasciato interviste, ma il gelato per fortuna sì, mentre l’altra si è recata all’Era Glaciale, a pochi passi. Mentre il primo aveva gusti classici e abbastanza buoni, l’altro locale proponeva prodotti abbastanza strani: tra questi il gelato al gusto di pane e il gelato per cani. Tentati dalla sfida alcuni ragazzi hanno fatto scegliere a un cane – di passaggio nei dintorni – quale fosse il migliore: gelato per cani o per umani? Scelta sorprendente: all’inizio sembrava più interessato a quello per umani, dopo aver titubato qualche secondo e prima che il gelato si sciogliesse del tutto, ha optato con una decisa leccata per l’alternativa canina.

La gelataia, intervistata sugli episodi più buffi vissuti dietro il bancone, ha ricordato: «una volta un signore entrò e mi chiese un cappuccino. Un’altra volta alla domanda cono o coppetta, la risposta è stata conetta. Mi ha fatto ridere anche quando un tizio invece di chiedermi noci e fichi mi ha chiesto noci e funghi».

Concludendo questo esperimento l’allegra compagine è giunta a una disarmante verità: considerando l’estrema varietà e qualità dei gelati non è possibile decretare un vincitore. Sta ai più golosi intraprendere questo cammino del gusto lungo il listone di Ferrara.

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