Ancora prima di incontrarlo personalmente, Fausto Bassini l’avevo contattato per telefono. E già avevo notato – mentre mi anticipava le sue attività editoriali – l’entusiasmo e la passione che mette nel suo lavoro. La Faust Edizioni è la casa editrice da lui fondata nel 2012, un progetto che nasce nella sua stanza/ufficio (“zeppa di post-it, carte, manoscritti che occhieggiano”), ma che ambisce a diventare sempre più un punto di riferimento per autori e lettori a Ferrara, e non solo. Alcuni titoli stanno già riscuotendo un ottimo successo a livello locale e nazionale, come ad esempio Mussolini e Berlusconi. Un pamphlet storico, di Alessandro Roveri, già ristampato a soli due mesi dall’uscita.

La sua storia è quella di un ragazzo nato e cresciuto nel quartiere Barco, prima periferia di Ferrara, in una famiglia, come mi spiega, “di umili origini, la quale mi ha insegnato i valori fondamentali della vita come il rispetto e la pazienza, il saper attendere il proprio momento.” Fin da bambino inizia a scoprire l’amore per la lettura, attraverso un percorso di ricerca personale mai interrotto, e agevolato da un contesto familiare “assolutamente libero, all’interno del quale ho potuto creare i miei percorsi, talvolta diventati labirinti…”. Fin dalla più tenera età iniziano a emergere alcuni lati del suo carattere: la curiosità, la voglia di indagare e di scoprire mondi e realtà diverse, ma anche il suo lato da “filologo, in quanto già cercavo il bizzarro, il particolare, lo stravagante”. Così iniziano le letture di Emilio Salgari – “andavo a cercare titoli assurdi e apocrifi come Sandokan nella jungla nera” – e, nel periodo delle Medie, di Jack London.

Anche negli anni trascorsi al Liceo Ariosto, circa a metà anni ’90, “quando magari non era difficile incontrare la ragazzina con i capelli viola che ascoltava i Take That”, Fausto leggeva scrittori come Sandro Veronesi e Pier Vittorio Tondelli, per poi entrare lui stesso, negli anni dell’università, nel mondo editoriale, grazie ad alcuni suoi racconti noir. Il suo vero pallino non è, però, quello dei romanzi fiction, ma quello dell’inchiesta, della cronaca nera, poiché la realtà, nel bene e nel male, è sempre un’inesauribile miniera di storie sconvolgenti, affascinanti, terrificanti. Da qui inizia la sua collaborazione con Comacchio web, giornale del Delta del Po, per il quale scrive in diversi ambiti, in particolare con inchieste legate a fatti storici di cronaca nera, come ad esempio quella su Leonarda Cianciulli, la cosiddetta “saponificatrice di Correggio”, la prima vera inchiesta in Italia su questa vicenda. Nel 2009 entra anche in contatto con il Centro Studi Criminalistica, con sede a Genova, diretto dal dott. Amedeo Ronteruoli, per il quale diventa Responsabile per l’Emilia-Romagna, oltre a scrivere inchieste per l’edizione genovese de “Il Giornale”, tra le quali quelle su Celeste Genova e su Cesare Serviatti, il “Landru italiano”.

Foto di Giulia Paratelli

Nel 2012 inizia a partorire l’idea di passare dall’altra parte della barricata, e di creare lui stesso una casa editrice. “Ho pensato che un editore può avere grandi possibilità di divulgare belle opere, anche se io sono più un letterato, uno scrittore che un editore” e quindi, soprattutto all’inizio, “non sono mancate le difficoltà, legate soprattutto alle pratiche burocratiche”. La voglia di provarci, però, di certo non manca. “Io apprezzo molto lo spirito creativo di Ezio Vendrame, calciatore degli anni ’60-’70, il quale si è ribellato al mondo del calcio. Ho cercato di portare, quindi, in questa palude che è Ferrara un po’ lo spirito ‘vendramiano’, vale a dire la volontà di cambiare il sistema dall’interno, ribellandosi ad esso”. Ed essere anticonformista nel suo caso significa anche scegliere un poeta totalmente sconosciuto, come Maurizio Morselli, e pubblicare il suo libro Cosa ti aspetti dai sogni. “In molti mi hanno criticato, perché Morselli non è un poeta “laureato”, ma un autista di ambulanze della Croce rossa, però le sue poesie le scrive col cuore.” Anche per questo, come ama ripetere, le sue produzioni editoriali sono “popolari di qualità” in quanto, nonostante chiunque possa leggerle e apprezzarle, non per questo sono scadenti, senza valore, anzi. Basti pensare alla prossima pubblicazione, il corposo romanzo “internazionale” Lupi nella notte di Angelo Izzo, del quale già s’inizia a discutere, o all’ottimo giallo storico di Carmen Barbaro, Il convento dei veleni.

La qualità delle sue produzioni incomincia fin dalla “crosta”, dalle copertine, curate (tutte meno una, Uscite laterali di Annalisa Conti) dal giovane grafico Vassili Paizis, e sulle quali si vede il logo della Faust, opera del pittore ferrarese Gabriele Turola. “Gli ho chiesto un logo, e mi sono innamorato di un disegno all’interno di un suo quadro, che poi ha rielaborato per il logo della casa editrice.” L’immagine rappresenta un sole, con tanto di smoking e papillon, che esce da una nuvola tenendo nella mano destra un cappello a cilindro. Il nome stesso, Faust, infatti, non è solo un riferimento al nome di battesimo del fondatore e al personaggio del noto romanzo di Goethe, ma si può leggere anche come “fauste edizioni” (essendo, nel logo, le due parole unite), trasmettendo così la volontà di pubblicare opere che si distacchino dal conformismo e dal grigiore ferrarese, rappresentato dalla nuvola. Un passaggio, quindi, dalla tristezza alla gioia, dal buio alla luce della conoscenza, dal dolore alla bellezza, grazie anche alla magia, alla fantasia, all’imprevisto – il cilindro magico dal quale può uscire l’“inaspettato”.

Creare l’inaspettato significa anche avere lo sguardo rivolto al futuro più che al passato, cercare nuove possibilità, nuove istanze, non limitandosi a ripetere concetti ormai logori. “La casa editrice del futuro nella città del passato”, come recita l’home page del sito, una città il cui passato è troppo spesso mitizzato e riciclato a scapito dell’avvenire, della ricerca di nuovi autori, di nuovi talenti. Oltre al già citato Morselli, vengono allora in mente altri due libri editi da Faust, i cui autori sono o giovani promesse, come nel caso di Michael Trentini e del suo libro di poesie, L’uomo è troppo dolce per gli squali, o non professionisti, come l’autista di autobus Debora Bruni col suo ormai celebre Linea circolare. Senza dimenticare le Uscite laterali di Annalisa Conti, la quale un giorno potrà raccontare di quel gennaio del 2013 nel quale superò, nelle vendite alla Feltrinelli di Ferrara, l’ultimo libro di Lilli Gruber.

2 Commenti

  1. Dario78 scrive:

    Ecco un esempio dell’Italia che nonostante la crisi e nonostante tutto si rimbocca le maniche e con le proprie forze è capace di creare lavoro, di qreare un qualcosa di qualità. Il fatto poi che sia a ferrara mi rende ancora più felice. Congratulazioni Faust Edizioni.

  2. Franco Colla scrive:

    Bellissima storia imprenditoriale ferrarese ! A dimostrare che se si vuole qualcosa basta volerlo fortemente…no ? 🙂

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